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La crisi globale investe in maniera forte il nostro paese. Non solo. Le dinamiche di evoluzione della crisi e delle politiche di austerita’ ci svelano come il conflitto Nord/Sud sia diventato uno strumento di pianificazione economica all’interno della politiche di hard governance che dominano la fase attuale. L’impatto della crisi a Sud è diverso da quello che si percepisce al Nord. Su questo crinale, i movimenti sociali che negli ultimi anni hanno caratterizzato il conflito sociale nel paese, dalle lotte territoriale a quelle del mondo dell’universita’ trovano oggi come obiettivo prioritario riproporre il tema della ripresa del conflitto sociale come strumento di resistenza alla crisi ed al tempo stesso come genesi di nuovi esperimenti sociali e politici pienamente fuori dal novecento.Reddito di base, nuovo welfare, formazione, cittadinanza, altro modello di sviluppo nel rispetto della salute e dell’ambiente sono delle issue intorno a cui articolare il dibattito sulle pratiche di disobbedienza sociale nel paese ed a livello europeo.La dimensione metropolitana e l’apertura di sperimentazioni di rete su base macro regionale nel paese possono essere elementi di input intorno a cui articolare la questione della ripresa del conflitto sociale nel paese.
TRI-CICLO è un progetto promosso dal Cnos-Fap, Consorzio Costellazione Apulia e ANPRORI. Tra le varie azioni, il progetto prevede un corso di formazione gratuito sulla corretta gestione dei rifiuti in azienda, rivolto a 100 tra Imprenditori, dipendenti, manager di piccole e medie imprese delle provincie di Bari e BAT che prenderà avvio dal 27 settembre 2010.
Siete tutti invitati ad iscrivervi al corso. Il modulo può essere richiesto al mio indirizzo ilaria.capriuolo@costellazioneapulia.net
I partiti e i sindacati tradizionali parlano quasi esclusivamente alle categorie sociali “garantite”, rimanendo schiacciati dentro una visione antica del welfare e della società. Giovani, precari, immigrati, nuove forme di lavoro autonomo, ad esempio, non hanno rappresentanza. Sperimentazioni di autogoverno dal basso e pratiche di movimento in questi anni hanno tentato di fare irrompere nella politica i desideri e i diritti di questi soggetti. Vorrei raccontare della nostra esperienza a Roma e c
Ci troviamo di fronte ad una crisi epocale, che investe strutturalmente l’economia, ma anche la politica. Krugman ci suggerisce di usare la parola depressione, per definire un collasso economico che di certo non si fermerà al seguito delle prime recessioni, esplose a partire dal settembre 2008. E nella crisi il mondo si complica, si esaurisce definitivamente l’egomonia americana, emergono nuovi attori, dalla Cina al Brasile.
Ma cosa succede in Europa? L’Europa lentamente muore, devastata dall’austerity, da una crisi di civiltà profonda che la vede sempre più ostaggio di forze politiche regressive, populiste e xenofobe. Ancora peggio in Italia, populismo e imbecillità si coagulano in un mix diabolico di corruzione e spinte neo-corporative. La sfida dei movimenti, dunque, è in primo luogo una sfida generazionale. Sono proprio i giovani, infatti, i soggetti più colpiti dalla crisi, in Italia come nel resto d’Europa. Nuovo welfare, reddito garantito, formazione permanente, sono questi i punti di programma decisivi, per ripensare la politica dal basso, oltre la crisi delle sinistre. Ma ancora migrazioni e cittadinanza, green e tecnologie, una cartografia delle buone pratiche può esserci di aiuto per affermare un nuovo obiettivo politico, in grado di superare la dicotomia pubblico/privato: il comune.
Esiste a Bari dal 1970 una Banca del Germoplasma del CNR, che è l’unica in Italia, seconda in Europa e fra le prime dieci nel mondo, su un totale di 1400. Il valore delle risorse genetiche vegetali che la Banca conserva è inestimabile, in quanto si tratta di risorse minacciate da erosione genetica e però molto importanti per l’agricoltura attuale e futura. Purtroppo, nel 2002, con la ristrutturazione del CNR, la Banca fu aggregata ad altri centri interessati agli OGM. La nuova Direzione non interessata a tali risorse le mise a rischio non riparando gli impianti di conservazione delle camere di conservazione. Per questo, nel 2004, l’ex PM dott. Marco DINAPOLI della Procura di Bari mise sottosequestro la Banca ed avviò l’accertamento del danno subito dalle collezioni. Il nuovo PM dott. Pasquale DRAGO ha fatto arhiviare il procedimento affermando che non c’è dolo e non c’è danno. Non è inincredibile? Il Presidente VENDOLA ha preso a cuore la vicenda. Ritengo che le Fabbriche di Nichi, dopo gli opportuni approfondimenti, potrebbero dare un notevole contributo a risolvere una vicenda così strategica per la Regione Puglia e per l’intero Mediterraneo.
Pratiche di partecipazione nel Comune di Uggiano la Chiesa (Le)
E’ ormai idea diffusa che la partecipazione produca effetti positivi a qell’insieme di persone che condividono uno stesso territorio, per intenderci, il proprio paese, la propria città. E questo è tanto più vero quanto tale principio di buona democrazia viene esercitato e realizzato rispettandone la natura libera e priva di vincoli strategici. Quel che, spesso, è in penombra è l’effetto di crescita che dalla comunità si spinge, come onda, sulla Persona. In altri termini, partecipare allo sviluppo del contesto in cui si vive, contaminarsi della diversità della partecipazione, ci fa crescere come individui, aumenta la percezione di poter riuscire, soprattutto di Essere, Visibili a noi stessi e agli altri. Ecco, quindi, che, come un circolo virtuoso, parte-cipare (essere parte di) dell’Altro, di ciò che unisce me a te, il bene che è com-une, rende concreto il termine “cittadino” e accresce la persona che è prima dell’esercizio della cittadinanza.
I punti di cui parleremo sono: I giovani di oggi che non si interessano di politica perchè si fanno monopolizzare dalla tv spazzatura che c’è oggi. Il nostro territorio. La riforma Tremonti chiude il futuro di noi giovani. Le fabbriche come vera alternativa alla brutta politica.
Wall Street salvata dal Partito Comunista Cinese è la metafora di questa nuova era. Una tendenza trasversale percorre destra e sinistra spargendo autoritarismi, decisionismi, giustizialismi, centralismi, leggi senza istituzioni, governi senza elezioni. In questo quadro quale il ruolo dei movimenti? La pratica del comune, nel dislocare oltre pubblico e privato ciò che è di tutti e per tutti, è una ricerca concreta e molteplice. Come stimolare una nuova stagione di lotte e alternative all’esistent
Buone pratiche dal Regno Unito.
Interessante spunto. A riguardo stiamo cercando di organizzare con Satu Miettinen della Savonia University of Applied Sciences di Kuopio un incontro informale sul tema della co-produzione nei servizi pubblici per i prossimo novembre a Milano. Ci piacerebbe avere la presenza di persone interessate all’argomento provenienti da esperienze professionali molto diverse. Per saperne di più: http://wenovski.ning.com/
@ marianna recchia. Conosco Satu e il suo lavoro. Se sei qui alle fabbriche possiamo parlare della tua proposta
Esiste un’emergenza Donna in Italia: nel processo di abbrutimento culturale che ha subito questo paese si è ormai imposto un modello di donna stereotipata, poco pensante e molto ammiccante, addirittura merce di scambio.E’ ora di ricostruire un’idea di femminilità che faccia rima con soggettività, dignità, naturalità, merito.Una Bellezza che non sia volgarità, ma espressione del Se e soprattutto non strumento unico di affermazione. Costruiamo una società di donne protagoniste, non di veline.
La fabbrica del Lavoro è un luogo aperto e attraversabile in cui costruire insieme un’alternativa al presente. Lavoro, precarietà, crisi: contribuiamo noi a definire nuove regole per un mondo che cambia. Agire per non subire. Nuovi mondi, nuovi mercati, nuove crisi, nuovi lavori: c’è bisogno di nuovi diritti. La società cambia, l’economia cambia, il mercato cambia: ci costringono divisi, soli e ci vorrebbero muti: riscriviamo insieme una nuova Solidarietà ripartendo dal nostro Territorio senza
Ho letto tutto con interesse e alla fine mi pare anche questo solo un luogo per parlare, parlare, parlare…
Certo, fa bene parlare…buona politica…fabbriche virtuali…
Ma io la fabbrica ce l’ho davvero, realizzata con enormi sacrifici, ed è lì, ferma, mai partita e bloccata dalla cattiva politica. Circa 30 posti di lavoro che salgono a 300 con l’indotto. L’unica cosa che ho capito che queste cose devono farle i politici e non un imprenditore agricolo, mettendo in gioco tutto, lavoro, famiglia…
Ancora oggi ci credo nella mia fabbrica, dopo dieci anni di inferno, ci credono tutti quelli che vengono a vederla, ma nessuno muove un dito! Eppure non chiedo un soldo a nessuno, chiedo solo di essere aiutato a poter andare avanti con le mie forze, e sottolineo con le mie forze.
Nichi, ho bussato anche alla Tua porta, ma evidentemente dietro non c’era nessuno
La questione “speranza” deve essere per tutti in uguale misura una possibilità. Anche per chi possiede una azienda con dei dipendenti a patto che voglia fare il suo “mestiere” rispettando i diritti dei lavoratori. Ma qui nasce il solito problema causato da pregiudizi, furberie, e quant’altro la cultura italiana mette a disposizione. Infatti bisognerebbe rivedere tutta la questione lavoro riportando il dialogo su un piano culturalmente differente. L’etica deve condurre entrambe gli attori a creare un clima di cooperazione. Come si fa? Vorrei partecipare attivamente alla costruzione di un dialogo che è perennemente in cortocircuito.
Oltre Meredith, noi studenti e non di Perugia, creature di un centro spogliato e minimizzato e di una periferia lontana e sconosciuta, cerchiamo risposte agli echi cittadini.
Il centro, la piazza come luogo di sfogo ed aggregazione, non più solo incontro di spaccio e rimaneggiamenti commerciali. Cosa rimane dell’ “acropoli” (così chiamato il centro perugino), ormai fioritura ‘ndranghetista e narcotica, deserto culturale per i giovani?
Qui si pone la Fabbrica di Nichi – Perugia. Laddove lo sbandamento generazionale peggiora le nostri sorti, noi, studenti e non della città abbiamo deciso di riunirci e strutturare la “bile”, quella coscienza rabbiosa che è dell’animo giovanile.
Il nostro impegno va alla riapertura culturale e allo stop della mercificazione ai grandi centri commerciali del “nostro” caro centro.
Eppure la partecipazione alle iniziative rimane alta, mentre l’offerta sembra una concessione troppo straordinaria. Bar, pizzerie, stuzzicherie e vetrine commerciali vogliono colmare, in malo modo, un bisogno che non è consumistico e di massa, ma individuale e umano. Pensare è fuori luogo, anche per un’amministrazione che, seppur di centrosinistra, gioca a risposte superficiali e frettolose.
Cinema dismessi, biblioteche che chiudono presto, invasioni di volanti blu, controlli mal indirizzati e inutili.
E la periferia? Così lontana, così vicina. Parte integrante della città, ma landa umana e vitale. Definire, quindi, aldilà dell’”acropoli”, nuove aree d’incontro nel multietnico e dimenticato hinterland perugino.
Ma, oltre la retorica, la nostra proposta : riappropriazione cittadina e studentesca del centro attraverso la riapertura di cinema ed altre realtà di socializzazione, non più solo estemporanea e fulminea, ma pensata e goduta; valorizzazione delle aree adiacenti alle vie principali, abitate da residenti e universitari, ma vuote d’iniziative; riconsiderazione della periferia, oltre il semplice contenimento di lavoratori, italiani e stranieri, oltre lo sfogo consumistico.
pensa che avevo proposto la rinascita dei centri storici con gli alberghi diffusi e l’occupazione dei borghi da parte degli artigiani e dei giovani per creare nuove forme di lavoro che contenevano un pensiero antico…..bella proposta mi sa che ci dobbiamo lavorare!!!!!grazie per avermi aperto la mente
Il movimento delle Fabbriche deve porsi come obiettivo di fare rinascere la partecipazione dei cittadini alla politica attiva, mediante l’ascolto e la costruzione del consenso democratico, partendo dal recupero di una forte idealità.
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 potrebbe rappresentare il riferimento ideale del movimento delle fabbriche di Nichi. In essa è possibile rintracciare, mondato dai fardelli ideologici, quanto di meglio hanno prodotto le forti idealità della società moderna: liberale, socialista, cristiana. Con essa è possibile definire punti di partenza generali, che favoriscano l’inclusione, ma anche obiettivi di massima che possano ispirare la progettualità del movimento.
La crisi attuale è anche crisi irreversibile dell’ideologia della crescita illimitata che ha attraversato il mondo moderno. Oggi la sostenibilità rivendica le sue ragioni come mai è accaduto finora. Ritrovarle, dar loro un senso, trasformarle in politiche, disseminarle in tutti i territori dell’economia e della società è una delle sfide più alte a cui è chiamata la buona politica.
Mentre la Sinistra dimentica Gramsci ed il concetto di Egemonia, Berlusconi se ne appropria per fini perversi. Definiamo Egemonia dell’Inganno quella di Berlusconi e cerchiamo di anteporvi un’ Egemonia della Consapevolezza, propria del mondo progressista. Consapevolezza dei diritti e dei valori di uguaglianza, solidarietà ed EMANCIPAZIONE CULTURALE. Accesso ai giacimenti culturali, condivisione della loro conoscenza e tutela per trasformare il “suddito consumatore” in un “cittadino consapevole”.
se sei interessata ad un discorso atipico sulla fruizione dei giacimenti culturali ti prego di contattarmi fatti dare da palumbo il mio cell
poi mi dirai un prezioso parere
Sono orgogliosa di essere pugliese e soprattutto in questo preciso momento storico. Ho deciso di rischiare tutto, tornare nella mia terra nonostante la miriade di difficoltà affrontate e paure presenti e future.Il mio difetto più grande è credere nei sogni, staccarmi dalla realtà e volare…Grazie per questa possibilità di partecipazione e per questa bellissima realtà.
Mi auguro che la strada sia lunga…e durante questo lungo viaggio attraverso l’arte, la poesia, lo scambio interculturale, la passione per la salvaguardia dei diritti umani, diventare una persona migliore…Sogno tutto questo nel mio paese, nella mia terra, la mia Itaca. Mi piacerebbe condividere la mia esperienza di giovane donna, insegnante di ruolo ma precaria nella vita, in periodo sabatico, che sta per tornare ad interessarsi di politiche interculturali e diritti umani perchè alla ricerca di sè attraverso l’altro. Grazie
Ciao Carmen,
anch’io mi trovo nelle tue stesse condizioni, italiano orgoglioso del proprio Paese e della Terra dove è nato, che deve decidere se rimanere qui, in terra straniera, o tornare, senza un lavoro ma con la voglia di lavorare, per costruire, o provare a farlo, qualcosa di utile per tutti…obiettivo ambizioso? Non so, ma dobbiamo provarci, dobbiamo tornare a credere, riprendere in mano le nostre vite. Grazie per il tuo post, mi ha dato un segno che voglio seguire.
ciao
Massimo
Per molti enti locali politiche culturali è sinonimo di produzione di ‘eventi’: il professionismo dell’organizzatore sta sostituendo sia la costanza della ricerca che l’azzardo della sperimentazione culturale. Eppure il linguaggio creativo può essere vettore per forme diverse di socialità, di interconnesioni inedite nel tessuto sociale e produttivo, della riscoperta di una logica cooperativa contro la logica competitiva del “mercato culturale”. Alcune buone prassi su questo tema.
Dal laboratorio urbano Cantiere Maggese ai laboratori organizzati con Labuat ai tentativi di lavoro in rete. Un’analisi e un bilancio di 4 anni nei quali si è cercato di iniziare un percorso di partecipazione e recupero urbano con un unico obiettivo: ricreare un senso di comunità in un quartiere che da decenni non conosce più il valore di questa parola. I punti di forza e gli errori dell’esperienza fatta per capire da dove ripartire.
La nuova legge elettorale per l’elezione dei Consigli Comunali e per l’elezione diretta del Sindaco, oltre ad aver tradito le aspettative di una maggiore segretezza del voto e di una più efficiente pratica politica, ha di fatto distrutto i partiti politici nelle sue forme di base territoriale e nella sua funzione di presidi permanenti della democrazia . Le FABBRICHE DI NICHI offrono alla sinistra una nuova forma di partecipazione che recupera una dimensione di grande civiltà e dignita sociale.
lavoro nelle Poste Italiane dove, da molto tempo, i delegati sindacali ricoprono anche cariche aziendali, da capo reparto fino a direttore d’ufficio postale. A parte l’evidente conflitto d’interessi, che nn può valere solo nei casi macroscopici, questo crea un’enorme danno sia all’immagine del sindacato sia in termini di chiarezza politico culturale; che dite,nn vi sembra una battaglia da fare in nome di una sx che sia tale nei fatti e nn solo a parole? rendiamo incompatibili le due cariche!!
Abbiamo vissuto in un mondo di industrie e di numeri, in cui le polveri brillanti ballavano nell’aria colorando di rosso i balconi e le strade.
Progettare il futuro diversamente, ora si deve.
Riscriviamolo consapevolmente, tenendo conto delle risorse culturali, umane ed artistiche di questo paese: scopriamo, valorizziamo, tuteliamo il patrimonio per lo sviluppo civile ed economico del territorio.
Perché questa generazione ha ancora un’occasione per non mancare il suo appuntamento con il futuro.
Puglia docet
Dici bene Astrid!
l’ANA con il suo comitato in Puglia si preoccuppa anche di tutelare chi tutela ovvero gli archeologi e coloro che operano nel settore dei Beni culturali!
Sfruttiamo questi beni affinchè possano divenire una risorsa per l’economia italiana!
per maggiori info contattate l’ANA Puglia via mail a:
puglia@archeologi.org
Concordo pienamente.Solo guardandoci indietro e ricordando quello che abbiamo visto possiamo andare avanti senza compiere gli stessi errori.
Il patrimonio culturale, l’unica vera industria italiana che non può e non deve decadere.
Altro che Tronchetti Provera & co. Troppi faccendieri in giro. Ci vogliono veri industriali, della cultura però.
Certo, il panorama è sconfortante.
Tra deserto dei Tartari e cricche più o meno scombinate, ma tutte ad altissimo potenziale distruttivo. E mafioso.
Ma non possiamo passare la mano.
Da pseudo-archeologa (cioè archeo specializzata che però insegna per vivere!)dico che in Italia attualm è impossibile dedicarsi alle proprie passioni: nel settore archeo manca ancora una regolamentaz legislativa seria, non c’è trasparenza nell’asegnaz degli appalti, il ministero impiega mesi soltanto per fornire un cosiddetto parere, esistono scavi con direttore di cantiere neanche laureati e operai sottopagati pluri specializzati e dottorati, vige l’ostruzionismo dei funzionari di zona anche per “concedere” un’autorizzazione allo studio dei materiali e siti archeologici bellissimi in stato di abbandono…
Concordo appieno dalla martoriata terra aquilana che si vorrebbe far passare da meraviglia naturale, archeologica ed artistica a mera speculazione edilizia..
forza e cardine del nostro paese sia sempre la bellezza del territorio, la cultura, le grandi capacità umane ed artitiche che hanno nei secoli distinto e reso grande il popolo italiano: una rivoluzione culturale contro ogni assoggettamento consumistico e incoscienza umana è possibile!
Perché questa generazione ha ancora un’occasione per non mancare il suo appuntamento con il futuro.
Perchè le prossime generazioni trovino qualcosa di meglio di ciò che abbiamo trovato noi!
E’ importante provare a ritornare ad una dimensione dell’economia più a misura d’uomo, dove le esigenze dell’individuo possano incontrare quelle della comunità e non solo degli interessi particolare di gruppi di persone. Quale occasione migliore per ripartire se non l’archeologia, i Beni Culturali e la cultura? Proviamo a sdoganare l’idea che la cultura sia solo un prezioso accessorio e soprattutto ad esternare la consapevolezza che anche questa, come tutte le attività umane, necessita di specifiche professionalità perchè non sia sterile improvvisazione.
Concordo pienamente. La tutela del passato e della cultura è l’unico mezzo di progettare il futuro.
..è molto interessante approfondire questo tema
Contro i predoni del paesaggio, che stanno rubando il futuro ai nostri figli!
Vi ringrazio per il sostegno e per le belle parole spese per questo mio intervento di poche righe.
Passo il testimone a Paolo Gull, il cui nome ora compare accanto al titolo al posto del mio, con la certezza che saprà portare agli Stati Generali il nostro messaggio nel migliore dei modi.
Come se attraverso la sua voce fossimo tutti ‘a ripa di mare’, a Baia San Giorgio ;)
La scuola ormai fa notizia soltanto in relazione al precariato endemico che la caratterizza, un problema gravissimo, ma che rischia di occultare la vera devastazione a cui contribuisce: la devastazione della libertà, di pensiero e di intervento positivo nella propria vita. Si parla di lotta al berlusconismo e di affrancamento dalla cattiva politica, ma si ignora completamente il luogo privilegiato della lotta a questi mostri del nostro tempo, il luogo dell’educazione pubblica e libera.
E’ proprio questo il rpoblema: stanno boicottando la scuola, la riforma Gelmini è atta a creare futuri cittadini ignoranti o culturalm soggiogati!
Cronistoria dell’emergenza rifiuti in Puglia. Da Fitto a Vendola, il cambiamento della strategia ambientale ed economica, da una gestione distruttiva dei rifiuti (incenerimento+i discarica) alla gestione metodica della raccolta differenziata. Inoltre vorrei rispondere alle seguenti domande.
La strategia rifiuti zero è possibile in Puglia? Perchè la raccolta differenziata spinta perchè non decolla? Il pericolo degli inceneritori in Puglia è scongiurato? La tariffa RSU nostra ancora di salvezza?
lavoratori e studenti domiciliati fuorisede e diritti negati, per la non residenza, che pesano sul reddito e non solo.
Ciao a tutti!!!
Visto che tante fabbriche hanno affrontato discussioni sul tema dell’acqua, della sua importanza vitale (soprattutto in puglia), della centralità all’interno della discussione politica, perchè non condividere le opinioni, considerazioni, idee emerse a riguardo tutti insieme???
Quale migliore momento visto che in molti hanno dato il loro contributo per il referendum per la ripubblicizzazione??
mi chiedo come mai l’acqua non rientri nel programma degli stati generali. Non sarà mica per via del fatto che l’acqua spegnerebbe il fuoco del vulcano?
La logica del mercato porta a ridurre i costi (investimenti per manutenzione e miglioramento delle tubature, spese per il personale) ed aumentare i guadagni (innalzamento delle tariffe). Le SpA hanno come obiettivo quello di distribuire dividendi agli azionisti anche a costo di fornire un pessimo servizio agli utenti.
Bisogna evitare che un bene essenziale come l’acqua diventi una merce su cui pochi privati possano arricchirsi a danno della collettività.
sono pienamente d’accordo. l’acqua è un bene di tutti e non deve essere mercificata….
Dobbiamo prendere atto della crisi e del declino del capitalismo, che per non morire cercherà di spremere disperatamente, profitti anche dall’aria che respirimo. Dobbiamo fare solo una cosa RESISTERE! RESISTERE! RESISTERE! …forse anche COMBATTERE, non con le armi della violenza, ma con quelle della cultura e del sapere; dell’impegno e della responsabilità civica.
NON RASSEGNAZIONE, NON FRUSTAZIONE MA RABBIA…IL DIRITTO ALLA RABBIA DI DON CIOTTI.
« Noi possiamo sopravvivere come specie solo se viviamo in accordo alle leggi della biosfera. La biosfera può soddisfare i bisogni di tutti se l’economia globale rispetta i limiti imposti dalla sostenibilità e dalla giustizia. Come ci ha ricordato Gandhi: “La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di alcune persone”. »
(Vandana Shiva)
La privatizzazione di qualsiasi bene comune non ha mai portato dei miglioramenti, anzi…
Il risultato ottenuto con la raccolta delle firme per il referendum sull’acqua implica che la gente c’è e si fa anche sentire. La voglia di cambiare le cose storte di questo paese è tanta. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta delle firme e tutti coloro che in questi giorni stanno lavorando con il caldo per chiudere burocraticamente il tutto.
“Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano.”
Alex Zanotelli
Nichi Vendola ha vinto le primarie anche grazie alle sue dichiarazioni (INNOVATIVE rispetto al quadro politico generale) in merito alla Gestione Pubblica dei Servizi Idrici ed alla trasformazione dell’Acquedotto Pugliese SPA in Ente Pubblico. Tantissime Fabbriche si sono adoperate nei mesi scorsi per promuovere un’ALTRA cultura dell’Acqua e per la Campagna Referendaria che si sta chiudendo in queste ore (oltre 1 milione di firme). Mi meraviglia l’assenza del tema ACQUA dal programma di questi Stati Generali, ecco perchè si potrebbe recuperare con un forum del genere, magari partecipato da tutte le fabbriche che hanno contriubuito a questo grande risultato dei cittadini. Almeno questo…
l’acqua come diritto di tutti. La gestione pubblica a garanzia di una distribuzione a tutti, al costo più basso possibile
in cittadini pagheranno a caro prezzo che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell’acqua.
Nel frattempo cresce il divario sociale
giù le mani dall’H2O!!!!!!!!!!!
l’acqua deve restare un bene comune, non può essere oggetto di profitto
L’acqua è un bene comune, patrimonio di tutta l’umanità. Essa deve essere esclusa da qualsiasi forma di mercificazione
L’agonia della modernità lascia in eredità orizzonti temporali sempre più ristretti. Nel qui ed ora del presente assoluto è davvero possibile “fare politica”? Consumo e comunicazione spingono sul pedale dell’accelerazione sociale a scapito di memoria e progettualità, ovvero ordito e trama della coscienza civile. Invocare un’ecologia della temporalità, magari prendendo esempio dalle pratiche con cui è intessuta la convivenza a Sud, è parte della scrittura del nuovo vocabolario della sinistra?
Cari compagni,
ormai sono due mesi che qui in puglia non si sente parlare altro che non siano i tagli sulla sanità. Tagli indispensabili alla luce della manovra che il governo centrale si appresta a fare. Io sono un infermiere che presta la sua professione nel grosso calderone pugliese dell’asl ba. La mia proposta è quella di riorganizzare il personale privilegiando la meritocrazia specie per quelle professioni in trincea quali l’infermiere e tagliando i rami secchi che non mancano mai.
Il progetto prevede la creazione di un “Laboratorio Musicale” per l’avvicinamento alla musica e agli strumenti musicali ed è finalizzato a prevenire il disagio e la dispersione scolastica, per integrare positivamente nel gruppo i bambini in situazione di disagio, sviluppare attitudini ed abilità e per favorire le capacità di socializzazione e di cooperazione. Il nostro modello privilegia la musica d’insieme anche nella trasmissione delle conoscenze teoriche adattando il modello Abreu alla Puglia
La Puglia e l’Italia hanno urgenza di trasporto dati veloce (Internet, Voce e Video). Le autostrade di Fibra Ottica sono spesso spente: è possibile organizzare subito autostrade sottomarine in Fibra Ottica a basso costo ed impatto che intersecano le condotte internazionali (dialogare con il mondo) e con i ponti digitali Wireless rivolti alla diffusione della larga banda nelle aree interne soggette al Digital Divide (dialogo in zone rurali, periferie). Esempi concreti dalla Calabria e Sicilia.
caro rossano, la tua idea mi sembra molto interessante perchè si tratta di servizi ormai essenziali e tuttavia in certe aree ancora molto carenti.
Dall’astensione al voto e il rifiuto della politica ai territori socialmente vivi. Fabbricare spazi comuni e tempo liberato richiede processi di partecipazione orizzontale e trasparente, che devono necessariamente partire dalla formazione di laboratori con due parole chiave:
VALORE del LAVORO (cooperazione, autogestione e localismo)
COMUNICAZIONE: fare rete sui territori, fabbricando nodi che mettano in connessione le diverse realtà, al fine di creare momenti condivisi a difesa del Bene Comune.
credo che sia un buon inizio…ma credo che sia anche molto faticoso, soprattutto su certi territori, ovviamente parlo per le mie zone, Milano, provincia est, Arcore e brianza, Bergamo.Piccolo esempio: la tavola della Pace di BG che riunisce più associazioni, è il primo groviglio di presenzialismo, che determina la non collaborazione, se non di pochi gruppi, come il mio(sono una Donna in Nero),la finalità stessa dovrebbe unire,e invece…sulla trasparenza poi, ci sono un sacco di fascisti vestiti da anni da pecore, e ora che possono togliere la maschera e mostrarsi per quello che sono, ti domandi con quanti stro… hai avuto a che fare per anni e non te ne sei mai accorta…e credi sanno mentire bene, ecco perchè poi alla fine ci si ritrova ad affrontare e spalare tanta mer..Ma io persevero credo che dite giusto: bisogna provarci,io lo devo ai miei figli…
sono daccordo con Daniela un lavoro duro faticoso che incontra spesso muri dall’interno …il nemico lo aspetti sempre schierato fuori dalle mura e non in casa…..comunque spero di avere ancora un po di coraggio per ricominciare la battaglia per ora mi sono fermata e mi curo le ferite
non abbiamo molte altre possibilità. certamente questo implica impegno e fatica (e anche qualche delusione) ma la delega in bianco lasciata a partiti e sindacato produce quello che ad oggi abbiamo davanti agli occhi.
portiamo il sogno in terra senza speranza ma con fiducia!
Le due categorie chiave sopra esposte moduleranno i primi progetti delle fabbriche a genova.
si valuteranno le esigenze e le competenze in centro storico per formare servizi che da un lato coprano le assenze di welfare e dall’altro si sperimentino forme di microimpresa dove gli operatori-lavoratori si autogestiscano in cooperazione. Una prima ipotesi di lavoro sarà una nursery, che intervenga sul disagio delle famiglie nel quartiere.
Sulla formazione di una rete sul territorio si pensa ad una agenzia di comunicazione che, su statuto etico e senza una posizione politica propria, si ponga come nodo metropolitano e metta in connessione tutte le realtà spontanee e di base, vive sul territorio e in lotta per la difesa di diritti e beni comuni: comitati, associazioni, coordinamenti.
Inoltre l’agenzia riunirà in collettivo esperti di comunicazione (giornalisti, pubblicitari, informatici, filmmaker, etc) che offrano consulenza alle realtà sociali affinchè acquistino efficienza ed afficacia in tema di comunicazione.
Tale piattaforma tecnica potrà essere uno stimolo al formarsi di un forum permanente metropolitano, che mantenga in connessione i territori socialmente vivi.
Vari e importanti movimenti presenti in ambito sociale economico e culturale si sono riuniti in un grande network per operare in tutta Europa a sostengno dell’introduzione in Europa del reddito di cittadinanza garantito a tutti incondizionatamente e illimitato nel tempo inteso come dividendo sociale.
Chiedo alle Fabbriche di collegarsi con le iniziative già esistenti in Europa e di sollecitare il Presidente Vendola a introdurre nella sua Regione questo strumento di progresso sociale e civile.
Discussione sui temi della generazione distribuita, dello sviluppo sostenibile, della risoluzione dei conflitti. Interverrà R. Maraschiello, laureando in Economia&Management – Università degli studi di Siena.
“Pensare globale, agire locale”: la fabbrica quale interlocutore privilegiato dell’ente locale per stimolare partecipazione, percorsi di cittadinanza attiva e sperimentare buone prassi.
è il contesto locale lo spazio più immediato dove praticare il cambiamento, il luogo dove sogni e bisogni possono trovare risposte efficaci innovando e inforzando il rapporto Cittadino-Istituzioni.
La fabbrica, quindi, quale strumento locale di cambiamento e di governo del territorio.
A circa un anno dall’inizio della lotta dei lavoratori del call center multimedia Planet , non si sa ancora nulla sul futuro dei dipendenti. Siamo circa 350 anime vittime di falsi imprenditori senza scrupoli. Siamo senza voce per quanto abbiamo urlato, protestato e manifestato. Conosciamo a menadito ogni singolo reparto amministrativo di Inps, Regione, Sindacato,
ma ignoriamo la data in cui ci sarà finalmente erogata la Cassa Integrazione In Deroga.
I lavoratori Phonemedia nn vengono pagati da settembre 2009, e da allora non sanno più cosa ne sarà del loro futuro lavorativo, in quanto la proprietà si è data alla latitanza da allora. La situazione è passata nei vari tribunali di Italia, dato che Phonemedia conta 12 sedi sparse in Italia, per un totale di quasi 7000 lavoratori; e nelle mani del Ministero del lavoro. Il quale dopo aver siglato l’accordo, x le varie sedi, per procedere agli ammortizzatori sociali in deroga, se ne sta lavando le mani. Non solo sulla questione delle’effettiva erogazione della cassa integrazione in deroga, che ancora in nessuna delle sedi è pervenuta (tranne che in alcune sedi del nord, ma tramite un anticipo reso possibile da Agenzia Piemonte Lavoro-Regione); ma soprattutto in merito alle prospettive lavorative e di vita di queste 7000 famiglie italiane. Addirittura un pò di tempo fa è stato richiesto dai sindacati un incontro urgente al Ministero del lavoro di Roma, nella persona del Ministro Gianni Letta, per riaprire un tavolo sulla questione. Ma tale richiesta non ha avuto nessuna risposta; almeno per quanto io ne possa sapere.
Io faccio parte dei lavoratori Phonemedia di Catanzaro; 1600 famiglie ormai da 10 mesi in balia degli eventi. In cerca di qualsiasi forma di sostentamento per poter sopravvivere; e nelle nostre terre (Calabria, Puglia, Sicilia) è facile immagine quanto sia difficile e umiliante.
Apprendere dai giornali che pian piano alcuni membri della società sono stati arrestati, non può che darci soddisfazione; seppur minima, in quanto non saranno gli arresti a ridarci i mezzi per tornare a lavorare e a vivere. Siamo ancora in attesa che il governo prenda in mano la situazione, ma questa volta concretamente e attivamente.
Basta vane promesse, parole vuote. Abbiamo bisogno di fatti concreti. Anche se, dopo tutto questo tempo, ormai non ci crediamo più!
Stoccaggio dei rifiuti solidi urbani , preparazione del combustibile derivato dai rifiuti sono le 2 tappe prima dell’Inceneritore. Quest’ultima tecnologia è oramai vetusta per l’ecologia ambientale. Il pirogassificatore è tecnologia con riduzione degli inquinanti fino al 90% in meno con produzione di energia utilizzabile dallo stesso impianto o, se in eccesso, vendibile. L’integrazione con la tecnologia al plasma permette lo smaltimento a “impatto zero” con possibile produzione anche di idrogeno.
Scarica il file: Relaz_tecnica_Pirogass
Lavoro come docente da tre anni nella scuola, dopo cinque anni di precariato e sette di attesa di un concorso che non arrivava mai. E sono stato fortunato, perchè quando il centrosinistra ha governato, prima ha riaperto le porte e poi cinque anni dopo, ha assunto. Poco, ma di per sè sufficiente a dimostrare che un’altra strada era possibile. La lotta di “classe” nelle aule, però, è dura… Ma se non da lì, da dove potranno nascere fabbriche del sapere ed una diversa narrazione comune?
Abbiamo pensato a una WEB RADIO. Uno spazio aperto per confrontarsi sui temi cari alla Fabbrica, alle persone e alle città. Un mezzo di promozione per la Fabbrica che vuole divertirsi e fare rete! La buona politica prende forma di dialogo, informazione e presenza sul territorio. Abbiamo registrato Radio Fabbrica e creato un trailer “verso gli Stati Generali”,con il sogno di rendere questa idea una piattaforma libera e partecipata,racconto comune delle Fabbriche. RADIO FABBRICA, SPORCATI LE MANI!
Ragazzi questa é una bellissima iniziativa. Decisamente da esportare!!!
avvisatemi quando sarà in rete
Angela Potì da anni lavora nel campo della formazione – laboratori di urbanistica partecipata, laboratori di educazione ambientale – con le istituzioni e con le scuole.
Ha creato da pochi mesi la ditta “ la chiave di svolta” che si occupa di progettare e produrre arredi e complementi di arredo in plastica riciclata.
Il progetto che propongo è la Creazione di un centro dove promuovere l’idea che i rifiuti sono risorse.
Apprezzo enormemente l’impegno di ANGELA POTI’e spero che questa tematica trovi ascolto ed interesse tra i partecipanti agli stati generali. Argomento che mi sta a cuore, valido per una nuova etica contro il consumismo sfrenato e come strumento per una pedagogia permanente da applicare nel rispetto dell’ambiente e di chi ci vive…
Grazie conceta, mi spiace solo che l’altra parte del progetto non ci sia, si vede che il discorso è tronco, comunque c’è anche il tema del materiale prodotto dall’industria nel nostro territorio che mi sta a cuore.
Speriamo ci sia occasione per parlarne agli stati generali e di conoscerci
Il pensiero teorico sulla città delle differenze e sul progetto della città multiculturale è stato arricchito negli ultimi anni dall’incremento dei flussi migratori e dalla loro influenza sulla città e sulle forme dell’abitare. Ricerche sul campo, studi inter-disciplinari, nuovi metodi, teorie e campi di pratiche convergono nel ridefinire principi e modi di trasformazione della città contemporanea; le analisi degli insediamenti forniscono elementi per la definizione di uno scenario inedito. Appare, ancora oggi, largamente sconosciuta la prospettiva dello sviluppo futuro del fenomeno urbano, in primo luogo dal punto di vista delle implicazioni sociali che esso produce. In questo scenario si inserisce la nostra riflessione, intorno all’abitare dei Rom, che ha preso forma nel corso delle azioni che hanno accompagnato il progetto EUropean ROma Mapping.
EUropean ROma MApping, è un progetto culturale internazionale conclusosi a fine 2009, che ha coinvolto una partnership formata da 4 paesi della Comunità Europea (Italia, Gran Bretagna, Romania e Grecia) e due paesi terzi (Serbia e Montenegro). Il progetto nasce da una rete informale di ricercatori, architetti ed artisti, d’associazioni d’attivisti ed operatori impegnati contro le barriere culturali e le discriminazioni verso le popolazioni roma, sinte e di camminanti.
EU – ROMA parte dall’idea che solo affermando i diritti di cittadinanza e l’accesso al diritto di abitare si possa attivare un reale percorso d’integrazione sociale, evitando i processi d’assimilazione culturale ed omologazione che parte delle politiche urbane producono, si afferma così una pratica che va ad articolarsi attraverso forme d’interazione. Ciò è avvenuto mediante una serie d’analisi approfondite sulla condizione abitativa delle popolazioni Rom nei paesi coinvolti, e con interventi ed azioni (workshop), finalizzati a mettere in contatto studiosi, ricercatori e studenti in modo diretto con le comunità. Il progetto si è sviluppato nell’arco di venti mesi, cadenzati da una serie di seminari di studio ed interventi con lo scopo di sottrarre alla sfera securitaria la ricerca sulla condizione dei cosiddetti nomadi in Europa, il dialogo interculturale ed i principi di cooperazione hanno rappresentato il principale obiettivo del progetto.
Sarebbe interessante confrontarci al FabbriCamp
Iniziative istituzionali ed amministrative di politica ambientale in difesa dei beni comuni e del paesaggio, a sostegno della filiera agroindustriale nel campo dei biomateriali, a sostegno delle pratiche di sostenibilità come volano di uno sviluppo economico e sociale alternativo.
Iniziative istituzionali e amministrative per una diversa gestione del territorio in campo urbanistico anche in relazione alla lotta contro le mafie.
La mia modestissima opinione sulla sinistra italiana
Piaga sociale odierna è l’ignoranza dei propri diritti da parte dei cittadini.
Una consapevolezza dei propri diritti, della Costituzione, delle caratteristiche di essa, della propria elasticità e completezza.
La conoscenza della Costituzione,del lavoro legislativo che dovrebbe compie il parlamento e le sue modalità, sarebbe un
primo passo di contrasto alla disinformazione mediatica di oggi.
Distribuzione di copie gratuite di Costituzione e spiegazione di passi salienti di essa nelle piazze.
Le Manifatture Knos sono un esperimento culturale e sociale in continuo divenire, nate dal progetto di riqualificazione di una vecchia scuola di formazione per operai metalmeccanici abbandonata da anni. Il coinvolgimento spontaneo di cittadini, artisti e professionisti, che si sono presi cura di restituire alla città un bene comune, ha dato vita a un centro internazionale di ricerca, formazione e produzione culturale basato sull’autonomia artistica e organizzativa.
Web vs. industria dell’Info-tainment. Progetto di un portale in compartecipazione Wiki che integri tutti coloro che, ogni giorno, raccolgono dati “sul campo”: Ong, think-tanks, associazioni, volontariato. Sfruttare la “comunicazione orizzontale” per integrare le realtà che operano per mappare territori, raccogliere dati sociali reali, che lottano per un accesso equo alle risorse del pianeta, realizzano progetti eco-sostenibili e modelli di partecipazione diretta, in un database permanente.
MOLTO INTERESSANTE. GRAZIE
Vorrei parlare dell’esperienza delle Fabbriche del nord,in particolar modo della nostra (Chioggia,Venezia).La nostra fabbrica nasce da un’esigenza:quella di una radicale trasformazione socio-culturale a partire dal territorio che ci circonda, per proporre un’alternativa all’imperialismo leghista-xenofobo che vige in Veneto. Vorrei altresì sottolineare tutte le difficoltà che siamo costretti a fronteggiare e alla necessità di contatti più diretti con i responsabili della fabbrica centrale
L’argomento promette bene, vi auguro di riuscire ad esporre la vostra testimonianza, sarebbe sicuramente un ottimo spunto di riflessione!Ci vediamo agli stati!
Buona idea!Vi voto subito!!!sono molto curioso di sentire se soffia il vento del cambiamento anche nel profondo nord..
La Forma. Le Fabbriche vivono delle disponibilità di tempo e di energie che ogni La Forma. Le Fabbriche vivono delle disponibilità di tempo e di energie che ogni operaio o cittadino interessato all’azione può dare. Come coordinare queste forze, come mettere a frutto le capacità e il talento di ognuno è questione fondamentale di metodo e di organizzazione. La Fabbrica quindi per essere uno strumento di sensibilizzazione civica efficace e diffusa deve essere comprensibile, accessibile a tutti e gestibile da tutti.
Una proposta in tal senso è quella di creare una Mappa geografica su web che indichi direttamente sul Territorio le localizzazioni di Eventi prossimi organizzati dalla Fabbrica, Associazioni o Comitati di Quartiere “gemellati” , Sale o spazi in genere disponibili in cui effettuare incontri e dibattiti. Questo permetterebbe, dall’interno, per chi organizza l’evento a capire quali sono le forze in campo, dall’esterno, per chi vuole partecipare alle azioni della Fabbrica rappresenterebbe uno strumento di informazione più diretto e distintivo.
La Sostanza. Delineare lo spirito della Fabbrica, capire e fissare i temi fondamentali che la riguardano in maniera tale da effettuare azioni che chiaramente si riferiscono a questi. Partecipare indistintamente a tutte o casualmente solo ad alcune delle iniziative che la città o il mondo propone è faticoso e dispendioso di energie animo e corpo.
Una proposta è, costituiamo un nostro Vocabolario, fatto di parole o magari di verbi, visto che abbiamo lo spirito dell’azione, in pratica qualche termine che ci ha distinto fino ora o che abbiamo più utilizzato o che ci rappresenta, per esempio: coinvolgere, partecipare, sensibilizzare, abitare, lavorare, riciclare, cucire, tramandare, ascoltare…
Siamo studenti, lavoratori, disoccupati, ma siamo accomunati tutti da una cosa: siamo consumatori. Da anni esistono gruppi di acquisto solidale, esperienze di aquisto collettivo a sostegno delle realtà produttive etiche. Esercitano pressione sul mondo produttivo, sono un osservatorio critico sui processi industriali e creano legami… fuori dai centri commerciali.
E tra i consumi, quelli legati al turismo e agli spostamenti in genere. L’amicizia torna a essere bene comune col couchsurfing!
Propongo la creazione di un gazzettino delle Fabbriche di Nichi, uno strumento condiviso che ci permetta di essere più rete attraverso la lettura di esperienze, progetti, idee, informazioni prodotti da tutti gli amici d’Italia e oltre, una rivista solida e agile, capace di dare voce al programma di Nichi e di costituire un punto di riferimento per la riflessione personale e interpersonale nelle nostre Fabbriche, uno strumento di rivoluzione propositiva che centri il cuore dei problemi del paese.
Ottima idea. Più che un gazzettino, magari una rivista on-line, con una grafica accattivante e colorata -si potrebbe intitolare per es. “La fabbrica”- su cui proporre materiali, esperienze e progetti relativi alle attività della fabbrica, ma che possa interessare anche chi non ne fa parte e diventare, all’occorrenza, anche un luogo di riflessione e di elaborazione teorica aperto a chiunque voglia partecipare…
E’ arrivato il momento per le Fabbriche di assumere una dimensione nazionale, italiana, e di dotarsi di uno strumento quale può essere una rivista che permetta lo scambio di esperienze, idee e informazioni.
Sono d’accordo con te su tutto, ma non sul fatto che sia online, il sito della fabbrica l’abbiamo già e dobbiamo pensare a tutti gli amici che magari nn hanno internet; e poi il cartaceo è più agevole, lo porti dappertutto, lo leggi in treno, autobus; secondo me il cartaceo è una scelta migliore; lo so per esperienza diretta ;-)
Io dicevo online in verità perché pensavo che per una tiratura nazionale cartacea ci vorrebbero più risorse economiche, però si potrebbe trovare un modo…magari, che so, un mensile che nn impegna in scadenze e permette di fare un minimo di approfondimento. Cmq mi piace quest’idea!
Ottima idea, la condivido pienamente e l’avevo presa in considerazione per un nostro intervento come Fabbrica di Livorno. Credo che un foglio informativo sia più di uno scambio di vedute.
Io pensavo a un bisettimanale di 8 pagine, formato A3, con copertina che propone il sommario dei contenuti, editoriale di Nichi se possibile, pagine centrali dedicate all’esperienza di una delle Fabbriche italiane a rotazione o a proposta (meglio), il resto informazione, puntualizzazione, mini-rubrica tipo trafiletto da ultima pagina e perché no striscia fumetto con colophone in chiusura; ho già avuto esperienza di questo tipo di pubblicazione, e può funzionare alla grande, basta solo crederci fino in fondo ;-)
Scusate, ho scritto A3, intendevo A5; chiedo venia :-)
Condivido in pieno la proposta di creare una rivista nazionale delle fabbriche, proporrei anche di darle la forma di una newsletter da inviare a chi è dotato un collegamemnto a internet e la forma cartacea (preferibilmente con carta riciclata) per chi non ha la possibilità di connettersi; così si risparmia anche molta carta, e chi pur avendo internet vuole leggerla comodamente in autobus o in treno, la può stampare.
L’Associazione Laboratorio Urbano Aperto (LUA) e le Manifatture Knos hanno avviato un dialogo costruttivo con l’Amministrazione Comunale di Lecce proponendole quale ambito territoriale entro cui sperimentare gli assunti della rigenerazione urbana, le aree prospicienti Via di Leuca a Lecce, entro le quali promuovere la partecipazione civica e il coinvolgimento degli enti e soggetti interessati.
La nostra Costituzione recita che ci troviamo in una democrazia fondata sul lavoro. Lavoriamo e vogliamo lavorare. Spesso lavoriamo per le Istituzioni e nelle Istituzioni senza alcuna remunerazione: il cosiddetto volontariato sembra essere divenuto la chiave di volta che permette al costrutto sociale di mantenersi, ovvero realizza il mantenimento dell’ordine sociale. Molti giovani, sempre più numerosi, sono attivi nel volontariato; anche indipendentemente dalla loro volontà.
Eppure, “Cresce il divario tra nuove leve sul mercato del lavoro europeo e addetti vicini alla pensione, con gravi ripercussioni economiche: dipendenti più anziani producono maggiori costi per le aziende…”
in che senso questa è una proposta?
alla conclusione dell’analisi, c’è la proposta (duplice)
chiedo scusa, forse devo usare qualche link? dove la trovo la fine dell’analisi? grazie
dalla domanda si comprende che non eri presente sabato, quando abbiamo presentato e discusso tutto questo: attendi allora le registrazioni o segui la discussione all’interno delle fabbriche. di giovedi, ad esempio, abbiamo un seminario a carovigno. contatta l’organizzazione SEL di carovigno
Penso che sia opportuno, oltre l’immancabile e logica discussione sul come (ri)organizzarci in ambito di partecipazione dal basso, diretta e democratica, di come ristabilire i nostri contatti, di come riappropriarci delle nostre ambizioni, i nostri sogni, penso seriamente che sia oppurtuno riappropriarci dell’idea di rete, di tessuto, di pratiche orizzontali. Ridare insomma un senso alle Consulte che, sul piano sociale, nei territori di provincia hanno ancora un senso di sana democrazia.
La libertà di scelta in materia vaccinale rappresenta, per noi genitori, un momento di crescita sociale. Una scelta informata e consapevole spinge a valutare correttamente tutti i rischi e i benefici legati alle vaccinazioni. Le nostre proposte sono rivolte a quelle aree politiche e sanitarie atte a garantire, in primis, la salute dei nostri figli. Le revisioni ai piani vaccinali sono state redatte da medici esperti del settore. L’obbilogo vaccinale è stato già superato in molte regioni italiane
Sarebbe bello, qui nel salento valorizzare i piccoli paesini dove ancora si riesce a cogliere i valori e l’essenza del nostro popolo. E’ fondamentale in qualsiasi vacanza riuscire ad interagire con il territorio e con la sua gente. Vacanza non è solo mare, paesaggio è soprattutto ospitalità e arricchimento culturale che deriva direttamente da chi riceve il turista nella sua terra. E’ questo che dobbiamo riuscire a fare!
Perché si può e si deve costruire un vasto movimento socialista anche in Italia sul modello di quelli già vincenti in Sudamerica e in Europa e che costituiscono tuttora l’unico argine da contrappore validamente alle politiche neoliberiste, imperialiste e monopoliste oggi in atto.
Quale ruolo può avere SEL per la costruzione di questo movimento politico in tutta la sinistra italiana
Salve a tutti/e
ho 48 anni e sono cresciuto a pane e PCI . . .
poi mi sono allontanato dall’attivismo entrando nel campo delle deleghe . . . il voto utile (ma poi . . utile a chi?!)
la cosa che noto, e qui sono pronto a rimettermi in gioco come parte attiva . . è il contatto con il territorio . . . dovremmo spodestare i testimoni di geova dagli incroci e piazzarci noi . .
dovremmo iniziare ad organizzare sportelli gratuiti all’interno delle sezioni (e quindi dovremmo aprirle prima)-saluti.
Le Pubbliche Amministrazioni producono un’enorme mole di dati grezzi, dati che se resi pubblici in forme opportune potrebbero essere sfruttati per molteplici utili scopi: implementare una reale trasparenza sull’azione di governo ma soprattutto essere usati come input per creare nuovi servizi a beneficio di cittadini e imprese. In molte parti del mondo (Amministrazione Obama in primis) questo è già realtà. Nell’intervento vorremmo parlare dei benefici di questa idea e di come metterla in pratica.
Internet a beneficio del buon governo della società, questa e’ un’ottima soluzione, se non la migliore per contrastare la corruzione che riguarda tutti i livelli di governo nel nostro paese. Questa e’ vera democrazia.
Ciao Michele, ovviamente mi trovi d’accordo su tutta la linea. Qualcosa di utile forse lo puoi trovare in questa mia sintesi, ma qui più siamo a parlare di queste cose, più si crea consapevolezza sulla loro importanza.
Sul nostro blog, TANTO, parliamo da tempo della “liberazione dei dati”, scrivendone sia dal punto di vista “politico” che tecnico. Ci divertiamo moltissimo a creare “mashup” coi dati disponibili in giro. A questo link una selezione di alcuni articoli http://sqworl.com/kgdx2k
La Regione Piemonte è oggi la prima in Italia ad aver messo su un portale dei propri dati aperti http://dati.piemonte.it
Penso che la nostra Puglia possa avere molto da condividere, e non sia affatto da meno, visto che Nichi per natura è una persona aperta e “linked”… e allora apriamo i dati pugliesi al mondo!!! I settori nei quali possiamo dare di più sono quello ambientale, ad esempio.
Noi ci siamo, vogliamo contribuire in ogni maniera!
l’esperienza della casetta rossa spazio pubblico per l’autogoverno nel quartiere Garbatella (Roma)
GOVERNO DI PROSSIMITà
PARTECIPAZIONE E BUONE PRATICHE AMMINISTRATIVE
Orientamento per cercare lavoro/Orientamento formativo, questa l’attività che desideriamo portare avanti all’interno di ciascuna Fabbrica, affinchè le stesse agiscano come luogo di scambio domanda/offerta di esperienze e crescita civile e culturale. Vogliamo rompere con il clientelismo diffuso in una società in cui le migliori offerte giungono solo in campagna elettorale e con l’informazione occulta e distorta che rende i giovani, alla ricerca di un’occupazione, più ricattabili.
Salve a tutti! vi vorrei segnalare il sistema esistente in Danimarca, paese nel quale sto finendo i miei studi universitari, paese dove vivo da quasi due anni. si chiamano fondi assicurativi volontari per la disoccupazione, sono a mio pare un ottimo esempio di capitalismo-sociale scandinavo. Sono fondi privati, legati ai sindacati di categoria, sovvenzionati in parte dallo Stato, in parte dai sindacati, in parte dalle quote degli iscritti al fondo. possono accedervi sia coloro che hanno lavorato per almeno 18 mesi in un determinato settore e, contemporaneamente, hanno pagato per 18 mesi la quota di partecipazione. oppure tutti i neolaureati (dalla specialistica in su) il fondo ti paga un salario ogni qual volta sei licenziato, o, nel caso dei neolaureati, quando sei nella travagliata ricerca del primo lavoro… (la politica sociale) il salario è dignitosissimo, il mio sarà 1100€ netti al mese (è pure basso perchè sarò neolaureato e senza figli a carico), (equiparando il potere d’acquisto sarebbero circa 800-900€ italiani). a fronte di ciò la quota mensile è di .ca 60€ mensili che il lavoratore paga, quando, appunto, il lavoro ce l’ha. il fondo oltre a pagarti il salario ti aiuta nel cercare lavoro, ti offre corsi gratuiti (specifici per il tuo profilo), ti mette in contatto con possibili offerte di lavoro, tirocini. il fondo vuole che tu lavori sennò fallisce… (l’incentivo capitalistico) il sussidio dura 24 mesi, passati i quali, se non hai trovato un lavoro sei obbligato ad accettarne uno proposto dal fondo. comunque senza lavoro non resterai mai. nel caso lo perdi, si ricomincia, altri 24 mesi… fino alla pensione, che si accumula anche mentre ricevi il sussidio. I danesi, sebbene in recessione dal 2003, non hanno perso potere d’acquisto; qui nessuno protesta sui tetti, nè si suicida, nè si vende alla mafia. la gente va in vacanza (il fondo paga fino a 6 settimane di ferie l’anno) e vive la propria vita “superficialmente” incurante della crisi ecco, se Vendola dovesse salire a palazzo Chigi, magari potrebbe prendere spunto dalla Danimarca per le sue politiche sul lavoro… vi mando il link di uno di questi fondi http://www.aak.dk/?id=189, così per farvi un’idea…
Vicenza è una città di 108mila abitanti ed è una città d’arte avendo ad es. il teatro chiuso più antico al mondo e diverse ville Palladiane tra cui, La Rotonda, che gli americani hanno scopiazzato per costruire, a sua immagine, la Casa Bianca.
Questo ed altro gli ha consentito di divenire patrimonio UNESCO.
Oggi, in spregio all’arte ed alla storia, si sta ultimando la costruzione della più grande base militare USA d’Italia; in effetti l’insediamento sarà sede del comando delle forze USA dell’Europa meridionale.
Un sito che occupa 1/5 dell’intero territorio cittadino, realizzata a ridosso della città, sopra l’unico polmone verde e che ospiterà oltre 5000 militari.
Problemi: salute, sicurezza, ambiente, infrastrutture e soprattutto… Vicenza ha già 2 basi USA sul proprio territorio.
Eclettica si fa exemplum per le piccole realtà che operano nel campo dell’immateriale. La fiducia ed il sostegno del governo Vendola ha permesso all’associazione – con i suo team di giovani operatori del settore dell’arte, della cultura, dell’editoria, del marketing, delle nuove tecnologie – di svolgere un programma di mostre internazionali, divenendo alternativa a paludate società di servizi. In settori che, come afferma Nichi, sono il nostro petrolio: cultura e turismo.
bene, sono contenta che dei contributi e un sostegno arrivi al settore arte-cultura, poichè l’Italia non fà più scuola da anni, a Milano si dice che l’arte e la cultura siano morte (io dico moribonde)…in un mondo artistico-culturale clientelare chiuso e con il paraocchi come quello italiano…è proprio bello sapere che qualcuno ha rotto il ghiaccio.
Ciao (un’artista)
che il villaggio di baia s.giorgio diventi un porto per approdi di natanti provenienti da ogni dove !
Arte contemporanea locale, nazionale e internazionale in contenitori culturali quali i Castelli di Puglia, altrimenti NON fruiti! Arte di denuncia che tratta problematiche scottanti quali quelle proposte attualmente al Castello Alfonsino di Brindisi e al Castello Aragonese di Taranto, MIRAGGI appunto… Tranche conclusiva del progetto quinquennale di INTRAMOENIA EXTRA ART.
Sono anch’io una fabbrica,scriveva il poeta Majakovskij. Poi arrivava sempre qualcuno a chiedere: e dove sono le tue ciminiere? Si, le Fabbriche di Nichi non hanno ciminiere,ma volti di giovani che credono nell’incontro di culture e provenienze, nell’energia della creatività e della cooperazione. Attiviamo tra la gente un contagio reciproco e pro-positivo. Azioni, buone pratiche, con un vocabolario rinnovato: un antidoto alla disillusione, la scintilla per una nuova progettualità politica e di vita!
usare la fabbrica di nichi per trasfomare una piccola e disagiata realtà territoriale in un modello comunitario ideale, sul modello della comunità pitagorica.
articolo presente all’indirizzo: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=15243
Leggi il resoconto del Camp: www.paneacqua.eu
Leggi l’intervento: Che cosa sono le fabbriche
L’arte come motore per l’inclusione sociale.
La cooperativa ALICE gestisce diversi progetti di inclusione sociale anche attraverso la cultura. In particolare fa parte dell’ente gestore delle Officine UFO, laboratori urbani Bollenti Spiriti in Rutigliano e Casamassima.
L’inclusione sociale da noi promossa è intesa come mezzo che piuttosto che spingere le persone più sensibili e creative all’interno di binari rigidi quali sono quelli della nostra società, tende ad allargare le maglie del sistema.
W le maglie allargate!
Con grande ammirazione, leggo con interesse il progetto di Gaetano Pascolla, che ricordo sin da quando era un ragazzetto simpatico e molto intelligente.
un saluto da Pasquale Angelillo che proprio oggi arrivera a Triggiano per una settima, sarà un piacere avere più informazioni sul progetto.
Buon lavoro
Pasquale Angelillo (Bombetta)
L’uso delle arti visive come strumento di presa di coscienza e di mobilitazione su tematiche relative ai diritti di cittadinanza e alle politiche socio culturale. Arte come opportunità di partecipazione e di produzione di contenuti ed idee da parte di soggetti tradizionalmente intesi come marginali, migranti, bande giovanili, che attraverso la produzione di contenuti artistici propongo uno sguardo critico sui processi di esclusione.
Ciao, cosa ne pensate di fare un intervento coordinato sulle politiche culturali?
volentieri! più persone, più idee, più collaborazione
Bella idea… noi, che operiamo nello stesso settore ma con una mission differente, potremmo confrontarci sulle migliori politiche culturali del futuro.
http://www.ecletticaweb.it – http://www.intramoeniaextrart.it
Concordo con gli obiettivi di ARTIVISMO
Zona Franka è uno spazio sociale, un luogo di aggregazione e socialità, un centro servizi per studenti, un laboratorio politico. ZonaFranka è un associazione culturale nata a Bari nel 2001 per iniziativa di un gruppo di ragazze e ragazzi desiderosi di creare in città un luogo di aggregazione giovanile fondato su principi di solidarietà e mutualismo, e nello spirito di un confronto sempre aperto con la comunità cittadina.
Oggi ho ricevuto la quinta notizia di un decesso. Sono gia’ morti 5 o forse di più colleghi di 50-52 anni per infarto e ictus.Vorrei chiedere di fare una statistica perche’ i lavori di oggi, lo smog e il mobbing sono le ferite piu’ inferte nella nostra societa’ lavorativa, anche per noi che lavoriamo in banca. Lo stato italiano non fa nulla per contenere e aiutare le persone in difficolta’ psicologica per problemi lavorativi. Aprite uno sportello di ascolto nell’azienda gratuito.
Ritrovare la voglia di fare politica a partire dalla “parzialità” di un territorio come il Capo di Leuca, intreccio tra natura forte e storia umana plurimillenaria. Forse non a caso nella storia delle sue lotte sono tanto spesso protagoniste le donne, “parzialità” per antonomasia, portatrici di un sapere delle relazioni e del prendersi cura, dell’inscindibillità di natura e cultura, del nostro essere parte di un ecosisistema unico dove si radica la vita e per noi il senso ultimo della politica.
Un’occasione per condividere riflessioni ed esperienze, dopo due anni e mezzo da Amministratore Pubblico nell’era di Internet. Quale ruolo svolge la rete nell’orientare l’azione amministrativa e quale ruolo hanno i feedback che i social network sanno offrire, nel determinare alcune scelte politiche? Quale il rapporto tra gli spazi concreti ed i luoghi virtuali? Cosa manca alla Pubblica Amministrazione per mettere a valore il potenziale offerto dalle nuove tecnologie?
La storia di un piccolo centro della Locride chiamato Riace. Un sindaco sorprendente in terra di ndrangheta ha fatto di Riace la “città dell’accoglienza”. Il paese, ormai in via di spopolamento, si è ripopolato grazie ai rifugiati politici, curdi e palestinesi, e ad altri immigrati che qui hanno messo sù, grazie all’azione del Comune, cooperative operanti nel campo del turismo e dell’artigianato (ognuna composta per metà da italiani e metà da migranti). Il caso emblematico è l’Albergo Diffuso.
Reddito minimo di cittadinanza. Dal mio punto di vista, dovrebbe essere il punto fondamentale dell’azione a livello nazionale delle Fabbriche di Nichi. Il Reddito minimo parla al bisogno di estendere e ristrutturare il welfare italiano a sostegno dei giovani e degli inoccupati.
Può la Regione far sì che i Comuni affidino a delle municipalizzate veramente controllabili la raccolta dei rifiuti industriali e speciali, da smaltire in siti idonei e da finanziare con una tassa pagabile annualmente nei confronti delle industrie da calcolare non sul volume conferito, ad evitare che la maggior parte venga smaltita in nero in modo illecito, ma con un calcolo che tenga conto delle dimensioni dell’azienda, del fatturato, della possibile mole e pericolosità dei rifiuti producibili?
Non siamo nè un partito nè un movimento e nè dobbiamo diventarlo. Io penso che vi è l’urgenza di concentrarci nel sostegno di Nichi in vista delle primarie. Quanto è conosciuto Vendola tra gli italiani e visto come probabile candidato premier? Eppure le sue potenzialità sono grandi. Perciò dovremmo principalmente lavorare nel far conoscere il più possibile Nichi tra la gente e promuoverne il sostegno tra le varie organizzazioni. Questo sarà anche un buon viatico per costruire l’unità a sinistra
Grande francesco hai colto nel segno….io propongo postazioni in tutte le città coperte dalle fabbriche con la distribuzione di DVD con i suoi discorsi!!!!!una mia amica di Roma lo ha fatto
VRRC/CRES – VIRTUAL RESTORATION RESEARCH CENTER
Verona (Verona)
Laboratorio per l’archivio digitale della salvaguardia
http://www.sodalitas.socialsolution.it/casi_aziendali_dettaglio.php?id_cat=612&id_p=1123
corsi e conferenze per l’istituzione dell’“Archivio digitale della salvaguardia e la condivisione del patrimonio artistico”, a partire dalla “Metodologia del Restauro Virtuale” ideata da Nadia Scardeoni.
Il Comune di Firenze ha approvato una mozione promossa dal Gruppo Cultura di SEL che impegna alla migrazione verso il software libero.
L’amministrazione potrà di ridurre enormemente i costi, svincolarsi dalle politiche dei grandi fornitori e quindi rivolgersi alle società software sul territorio.
Fatal error non è tanto il messaggio che compare su Windows, quanto l’errore di lasciare che la PA sia strangolata e vincolata dall’uso del software proprietario.
“La condivisione delle differenze” è, a mio avviso, quello che oggi rappresentano le fabbriche di Nichi: “non luoghi” crocevia di emozioni, idee, passioni, azioni e tanta voglia di buona politica. Questo e non solo, sono state frutto delle energie “sbocciate” dall’analisi dei bisogni comuni e che hanno fatto sì che esplodesse la volontà in ciascuno che si affacciasse di costruire percorsi condivisi di riconoscimento etico, a prescindere dai passate o correnti legami ideologici. Ad maiora
Non so, caro Giorgio, sino a quando qst ns. idealità potranno essere parte integrante di un progetto politico, sociale e, più in generale, di civiltà. So che, come sempre, le speranze, i sogni e lke passioni possono essere il motore di una vera e propria Rivoluzione. Se qst accadrà con le Fabbriche di Nichi, vorrà dire che la Speranza – per l’appunto quella con la S maiuscola – è un concetto non più così utopistico come molti – forse i più – pensavano.
Nichi è un buon “condottiero”, speriamo che anche i suoi “colonnelli” o “capitani” siano in grado di recepire quel che di buono la Società vuole veramente…
Il “Sogno”, anche x un “vecchietto” come me, continua…
Ad maiora mi sembra il saluto più adatto! Giorgio credo tu abbia centrato il punto: la condivisione e la partecipazione sono le molle del cambiamento. Nulla di completamente nuovo, se non fosse che ci hanno tolto la libertà di pensare che si vive meglio con gli altri e con la buona politica. solo il cuore ci potrà condurre per strade senza fine!
Questi non-luoghi sono, a mio avviso, la scommessa oggi più significativa per restituire un senso al “far politica” coniugando slancio ideale e attenzione ai bisogni concreti della collettività. Non ha importanza la parzialità dei risultati o la difficoltà del percorso, la cosa veramente importante è avere intrapreso un cammino che possa concretamente incarnare l’impegno e la partecipazione civile. Ad maiora Giorgio, sono con voi!
“riconscimento etico” è il passaggio centrale. Luca
I sogni sono molti inportanti soprattutto quando sono comuni. Io ci credo ancora
I motivi della protesta dei ricercatori universitari pugliesi e le proposte da mettere in campo per rilanciare la ricerca e l’università italiana.
Grazie!
senza ricerca non c’è futuro
Se guardiamo allo spirito partecipativo delle Fabbriche di Nichi riusciamo a intravedere l’anima delle tante esperienze di partecipazione attiva del panorama giovanile europeo. Le Fabbriche, interpretando l’eterogeneità degli impulsi che giungono dai territori e delle regioni dell’Ue, possono essere valido tassello della società civile europea. E’ possibile, dunque, rinvigorire l’attuale processo di partecipazione e contribuire alla presa di coscienza delle generazioni che ormai nascono europee?
trovo molto interessante l’idea di avere un occhio rivolto all’europa.
lo trovo importante e imprescindibile, soprattutto nell’attività della Fabbrica!
parliamone dunque :)
Vero! E’ un’ottima idea :-))
trovo molto interessante l’idea di creare una rete e una congiunzione tra i gruppi che propongono la partecipazione anche oltre i confini nazionali, dà proprio l’impressione che sia un apolitica che guarda lontano come la vista della “giraffa”.
volevo dire politica, scusate!
Tommaso avremo di che parlare! Guardando lontano e senza la paura di osare:)
Trovo questa idea molto interessante. In tutta l’Ungheria, ma piú che altro a Budapest molti giovani e le associazioni guardano al futuro dell’Europa. Non é per caso il governo presente suggerisce: “Merjünk nagyok lenni!”, quindi Bisogna osare ad essere grandi!
Molto interessante. Ci sono quindi in Europa esperienze di successo simili alle Fabbriche? In che Paesi?
Ed hanno similmente alle fabbriche una impronta – passatemi il termine – carismatica?
Apprezzo e condivido l’originalità della riflessione proposta. Coltivare idealità sovranazionali attraverso circoscritte esperienze di partecipazione e concepire, dunque, l’aggregazionismo delle Fabbriche come laboratorio di una pedagogia europeista rappresentano ipotesi fresche, entusiasmanti e di sicuro interesse.
Ci sono ad esempio molti gruppi informali di giovani che in più paesi hanno pensato ad iniziative per stimolare la partecipazione attiva alla vita della comunità. Se sono carismatiche? Non saprei fino in fondo… Di Nichi ce n’è uno:)
I lavoratori agile (ex olivetti, ex getronics, ex eutelia) ora semplicemente ex, hanno perso dopo l’ultima acquisizione ad opera di imprenditori “diversamente onesti” il lavoro, gli stipendi, la dignità. La nostra lunga e difficile vertenza non è figlia della “crisi” ma la dimostrazione di come in italia il fare impresa sia spesso solo speculazione finanziaria sulla pelle dei lavoratori.
è bello avervi tra gli interventi! :)
La Fabbrica a Roma nasce attorno a una teglia di parmigiana.I ragazzi che siedono al tavolo non si sono mai visti prima, ma tra loro è subito feeling e voglia di impegnarsi affinché Nichi sia ancora il loro presidente.Dopo le elezioni,la fabbrica si apre ai non pugliesi e capisce che non mettendosi sulle spalle tutti i mali d’Italia,ma partendo dai bi/sogni di ciascuno non ci si stanca mai di partecipare,la fabbrica diviene sempre più grande e l’Italia un po’ alla volta la si cambia per davvero.
esperienza eccezionale per ognuno di noi! :)
Non un partito, non un movimento, ma un laboratorio che riconnetta società e politica, diminuendo le distanze e elidendo le ragioni che scatenano i nuovi conflitti sociali. Al centro di questo la costruzione di una nuova nozione di bene pubblico , dall’acqua ai dei diritti di 4°generazione (diritto alla socialità, al bello,alla salute). Perché sennò la sinistra potrà pur tornare a vincere la battaglia elettorale, ma continuerà a perdere la battaglia più importante, quella dell’egemonia culturale.
ottimo, è importante mettere un po’ di contenuti su quello che dobbiamo essere
è un tema ambizioso e di non facile soluzione soprattutto quando si parla di nuovi conflitti sociali. io credo che quello debbano farlo i partiti perchè soggetti di rappresentanza
gabrié, è un lunga questione…ne riparliamo agli stati generali…ma vieni?
sarebbe bello e importante confrontarci su questi due punti che hai delineato.
ci sto! :)
in realtà,le questioni non sono solo queste due. c’è anche il tema del perchè i partiti falliscono nel compiere un’opera di rimozione o di negoziazione all’interno dei (neo)conflitti sociali. e non è un problema di qualità della classe dirigente, quanto di difficoltà della forma-partito nella politica e nella società odierna, cosa che dobbiamo indagare se non si vuole cadere nello stesso errore.
Condivido pienamente. Ogni territorio manifesta le sue peculiarita differenziate magari nel tempo e nelle caratteristiche però la costruzione della rete delle fabbriche può costituire un complesso di conoscenze che vengono offerte a tutti. La conoscenza è la nostra une vera ricchezza ed è questa ricchezza che dobbiamo imparare a costruire ed a metterla a disposizione. Le persone passano la conoscenza si accumula e resta per chi arriva.
bravi !!!
Molti enti locali, in relazione con movimenti e società civile, mettono in campo iniziative sui temi dell’altra economia, dei diritti civili, delle politiche internazionali, del welfare tali da rappresentare un’alternativa concreta e partecipata alle barbarie dei Governi di Centro Destra e non soltanto di Centro destra. Sarebbe interessante trovare un momento di confronto tra tali esperienze e valorizzarle.
Il nostro intervento nasce da una buona analisi del territorio lombardo, nonchè spunti per le possibili azioni che un buon governo deve erogare a favore dei giovani. Il legame al territorio sottolinea quanto sia necessario investire sulle giovani generazioni, per garantire cultura e futuro al nostro Paese.
Proveremo a dare quante più informazioni a Nichi per arricchire la sua futura agenda politica.
La Regione Puglia (Ass. alle Politiche Sociali e Ass. al Turismo) hanno congiuntamente condiviso la “Road Map del turismo accessibile” e pianificato interventi nel PO FESR 2007-13 (linea di intervento 4.1.3 per infrastrutturare immobili pubblici per l’accoglienza afferente il turismo sociale). Tutto ciò in linea con le politiche sul Welfare e sul Turismo di Nichi, potenzialità della Puglia sul segmento di riferimento: welfare, qualità della vita, sviluppo locale e turismo. Buone pratiche che vanno estese in tutto il territorio nazionale e non solo. Sarebbe interessante raccogliere contributi, verficare il supporto della politica alle scelte delle amministrazioni locali. Avviare un processo insomma di ….. innovazione sociale.
Occorre coinvolgere soprattutto i cosiddetti “borghi minori” per sviluppare un turismo sostenibile, sociale ed accessibile e dare un ulterirore slancio a tutta la Puglia. I Monti Dauni, sconosciuti ai più, ad esempio, si prestano molto allo scopo. Investire su uno “Slow Tourism” all’insegna dell’arte, della natura e dell’enogastronomia rilancerebbe molti borghi dell’entroterra che altrimenti, a breve, saranno destinati all’estinzione certa. Per un turista, vivere questi piccoli centri immersi nel verde, in armonia con l’ambiente e la cultura locale, rappresenterebbe una riscoperta del viaggio, un’esperienza nuova, vera e indimenticabile. E’ necessario rinnovare la classe politica che sovente, dalle mie parti (io sono del subappennino dauno), è a “conduzione” familiare-familistica e legata ai vecchi schemi delle lobby dei tecnici: appalti e incarichi con conseguente inutile e dannosa cementificazione costante.
Immagina l’accessibilità dei borghi ad un turismo di tipo sociale proveniente da tutta Europa. Pensa alle piccole città albergo, alle potenzialità che questo ha in termini di sviluppo locale e in termini di innovazione sociale. Il progetto della Regione HOSPITIS potrebbe essere il modello da adottare e al quale far confluire tutti i centri antichi della nostra terra. Un territorio ospitale al centro del Mediterraneo. Sarebbe un successo.
E infatti Hospitis è un’ottima idea. Ai piccoli centri non servono nuovi casermoni. Utilizzare le numerose case vuote come residenze per i turisti (opportunamente ristrutturate e adeguate) si intona molto con un turismo sostenibile e rispettoso dei luoghi. Non a caso nel progetto Hospitis sono rientrati 6 comuni dei Monti Dauni su un totale di 20 comuni previsti per il progetto pilota. Brava Annalisa, questo argomento è da discutere e approfondire.
sono daccordo con annalisa; su questo c’è molto da lavorare e può diventare un tema di riferimento nazionale per le Fabbriche di Nichi. Una proposta organica che riguardi il turismo sostenibile, sociale e accessibile, per esempio, nei tanti piccoli paesi dell’entroterra italiano può rappresentare una prospettiva di sviluppo concreta per i “borghi” italiani e un modo concretissimo per tentare di non far emigrare ragazzi e ragazze da questo grande patrimonio (materiale e immateriale) della nostra Italia. Parliamone.
bravo claudio. tu sei un grande esperto e so che parteciperai agli stati generali per la fabbrica di catania. facciamo un intervento a quattro mani?
per me va benissimo. sentiamoci!!
Questa proposta può e deve diventare di respiro nazionale. Penso e chiedo: a quanti è negato il diritto al turismo e quindi all’esperienza? Secondo recenti statistiche ci sono circa 500.000 italiani che non viaggiano per imbossibilità a reperire, nella destinazione, condizioni per loro imprescindibili. Pensare accessibile richiede una rete di strutture e servizi e ci sono buone pratiche che andrebbero analizzate, come il progetto “Natura Senza Barriere” o il “Mare Senza Barriere”. In Spagna sono nate anche delle agenzie specializzate come la http://www.solaccessservice.com/ Sono sicuro che ne troveremo di altre, di best practice. La parte più difficile e stimolante del viaggio, credo stia ora nel mappare la nostra offerta e nel coinvolgere gli enti locali.
Grazie Ivano, sei prezioso. Proviamo a far capire a Niki che tale turismo farà della Puglia una regione ad INNOVAZIONE SOCIALE. Significa non mettere in mano alle grandi multinazionali del turismo il nostro sviluppo e il nostro territorio.
Dobbiamo puntare ad aumentare il livello di attrattività della nostra regione. Se è vero che le nostre bellezze non sono in discussione, è necessario aumentare la dote di servizi e di inclusione.
Io la direi così: un turista che arriva a destinazione deve anche potersi muovere nella destinazione.
Nicola, il deflusso dalle coste, le identità dell’entroterra, lo slow tuorism possono promuovere accoglienza in centri antichi minori (ti faccio l’esempio dei piccoli Comuni del Salento o della Valle d’Itria). Ciò impone azioni di rigenerazione urbana, imprenditoria sociale e sviluppo locale. In poche parole: entroterra per valorizzare le identità e per decongestionare le coste nonchè un tentativo di decongestionare le coste.
… intendevo un “tentativo di destagionalizzare”. Pardon!
ps – a Noci ormai sono in 13 i B&B e/o affittacamere nel centro antico.
Dobbiamo partire da un dato di fatto: il tempo della vacanza intesa come leisure si è abbondantemente ristretto rispetto al passato. Per questo e altri motivi si cerca l’esperienza sul posto. Si deve quindi ragionare in un’ottica che “sposti” la geofrafia del turismo dalle coste verso l’interno e in questa ottica dobbiamo gioco forza puntare sulla qualità dei servizi. Spesso mancano propri i servizi basilari e avere delle bellezze non basta. Vi faccio un esempio: il Castello di Massafra è inaccessibile ai disabili. Come si può pensare di inserire Massafra in un pacchetto ad hoc?
Un turismo sostenibile non è solo a basso impatto come strutture, consiste anche nella promozione di circuiti in cui si integrino offerte diverse. L’arte, le bellezze naturali (a partire dalle aree protette), l’enogastronomia si possono benissimo coniugare con attività fisiche/sport: i target più sensibili sono gli escursionisti a piedi, i bikers, gli amanti dell’equitazione, della fotografia naturalistica… Ho notato – operando nel settore – che viene preferita una meta in cui si abbina facilmente la breve passeggiata con la visita ad un castello, il safari fotogtafico nella riserva naturale con la merenda nella trattoria che cucina cibi naturali e specialità locali.
Non vorrei andare lontano per poter pensare all’ECOSOSTENIBILITA’,quando c’è un problema gravissimo per la salute dei suoi abitanti,e dei comuni vicinori: TARANTO !!!Si deve fare tanto per questa stupenda città tanto decantata da illustri antichi:Archita,Aristosseno,Leonida e tanti altri…che diedero splendore e fama non solo a Taranto,ma a tutta l’Apulia della Magna Grecia! Si deve fare presto per trovare una soluzione e dare RESPIRO alla sua gente!Bisogna che si promuova il turismo,aprire le bellezze antiche,e soprattutto ridare quello che è di TARANTO:la Taranta!I salentini, di questa danza hanno fatto appropriazione indebita.La TARANTA è di Taranto!E allora,papale papale…la CITTA?dei DUE MARI deve risorgere nell’ECOSOSTENIBILITA’e nel turismo!!
Vorre vedere la vecchia linea ferroviaria nei comuni di Mottola Castellaneta ecc. all’interno del Parco delle Gravine trasformarsi in pista ciclabile.
Ancora una volta c’è di che essere orgogliosamente pugliesi. L’accessibilità ai nostri siti turistici, vera ricchezza della nostra bella regione, anche a chi ha determinate difficoltà è fonte di rafforzamento campanilistico verso la nostra terra. Il mio modesto e personale placet a Vendola e al suo staff.
Sarebbe bello, qui nel Salento riuscire a valorizzare i piccoli paesini dell’entroterra dove si riesce ancora a cogliere la vera essenza del nostro popolo. Viaggiare non è solo vacanza, mare e paesaggio, ma è soprattutto ospitalità e cultura legata al territorio, quella che ci viene direttamente trasmessa da chi ci ospita. E’ questo che dobbiamo riuscire a fare!
La lealtà come principio base nell’utilizzo della rete
L’obiettivo è creare occasioni per cucire legami di appartenenza che siano un antidoto all’isolamento, alla discriminazione, alla violenza e alla paura, affinché la Comunità intera si faccia carico dei più deboli evitando che qualcuno rimanga ai margini. Per costruire questa Comunità occorre educarne gli attori a ricostruire i legami sociali, a rispettare il pluralismo culturale, ad essere solidali, a conservare e trasmettere il patrimonio storico-culturale, a creare occasioni e spazi d’incontro.
L’intervento sarà centrato sulle buone politiche culturali che il governo Vendola ha messo a disposizione dei giovani creativi pugliesi e in particolare sull’esperienza della Rivista “Krill”, nata all’interno delle “Manifatture Knos” di Lecce grazie al finanziamento Principi Attivi 2008-2009. Un gruppo di giovani ricercatori precari in filosofia e la realizzazione del loro quadrimestrale che propone e pubblica analisi e interpretazioni sulle parole chiave dell’immaginario contemporaneo.
Ciao, cosa ne pensate di fare un intervento coordinato sulle politiche culturali?
Sono un attivista Anpi (ass. naz. partigiani d’Italia). L’idea è di riprendere le parole di Piero Calamandrei in quel famoso discorso ai giovani del 1955 dove disse di andare a scoprire la Costituzione fra le montagne dove caddero i partigiani. Vorrei chiedervi di organizzare insieme da qui al prossimo 25 Aprile una carovana partigiana promossa da Anpi e Fabbriche che parta dal sud della Sicilia e arrivi al nord in val d’Ossola(ex rep. partigiana). Cittadini in marcia per la difesa della libertà
…. e della Democrazia attraverso la attuazione completa della Costituzione
L’evento potrebbe avere un’ampia risonanza nazionale. Darebbe un segnale forte politico da parte della collettività.
i centri storici abbandonati possono consentire ai giovani di immergersi in nuove realtà di lavoro ricostruendo il tessuto sociale,se un borgo riprende vita si rianimano tutte quelle forme sociali che abbiamo dimenticato ,il nuovo modo di vedere il turismo e la riconquista della manualità ,la riscoperta dell’artigianato creativoBasta con la ricerca del posto fisso, riimpariamo a rischiare e a volerci bene riapprezzando la semplicità ed insegnando agli altri il valore del tempo e delle cose belle
brava Stefania, mi piace moltissimo!
Simona (Fabbrica di Roma)
razie Simona ovviamente tutto questo dovrebbe essere supportato dalle regioni con aggevolazioni fiscali per le zone sottosviluppate e per incentivare gli artigiani che in questo momento sono in netta crisi.
Avevamo un panorama di grandi maestri che hanno abbandonato il mestiere di artigiani e non hanno tramandato l’arte.Nei centri storici dovremmo rinserire l’arte e la cultura fare rivivere le tradizioni.é anche un obbligo morale per questa bella Italia diversa da ogni altro stato dell’unione Europea
Ciao Stefania, mi chiamo Sirio, sono della Fabbrica di Niki di Modena e ricercatore in diritto del lavoro Condivido a pieno quello che hai scritto, infatti, sarebbe stato oggetto di intervento da parte nostra. Benissino che l’avete proposto voi, ci aggreghiamo, è inutile fare due interventi simili. Quello che conta, però, è la valorizzazione dei lavori manuli, è troppo importante. Purtroppo, in Italia, come saprai, questo non accade. Nonostante siamo al secondo posto con maggiori disoccupati, le aziende non trovano lavoratori. C’è una tipologia contrattuale che non viene utilizzate nel nostro Paese, si chiama apprendistato. Il contratto di apprendistato sarebbe un’agevolazione (anche fiscale) per gli artigiani che volessero “”insegnare l’arte a qualche adepto. Aspettare il posto fisso è inutile, il lavoro autonomo, quello di bottega, darebbe molte soddisfazioni, forse anche maggiori di quello subordinato
scusa il ritardo Siro ma non potrò Partecipare agli stati generali quindiper favore provate a farlo inserire voi…è un argomento importantissimo……un grande abbraccio
Esiste in italia una potenzialità tecnologica inespressa ed incapace di partire. io le conosco. 2 brevetti di due ricercatori ci danno i mezzi per la diffusione del web a costi irrisori e la produzione di energie eolica in quantità massicce, con potenzialità fino a quelle di una centrale nucleare. Serve ora una inziativa che sfrutti questi mezzi sconosciuti per creare un nuovo paradigma industriale, che crea lavoro per distribuire ricchezza e le risorse fondanti di una società: energia e comunicazione.
Ci piacerebbe che al FabbriCamp si parlasse delle tante esperienze di informazione libera e dal basso fiorite negli ultimi anni nella nostra Regione. Vorremmo raccontarvi la nostra storia, quella di Linkredulo, web media indipendente nato con il bando di Principi Attivi con lo scopo di raccontare la realtà che ci circonda senza filtri e condizionamenti di sorta; ma vorremmo soprattutto confrontare la nostra esperienza con quella degli altri “mediattivi” di Puglia.
1- La nuova visione del mondo e il collasso di quella tradizionale
Lo sviluppo del potenziale umano individuale e collettivo (la portata sociale dei nuovi paradigmi)
2 – L’emergere di una nuova architettura sociale:
La Trasformazione Personale e la Trasformazione Istituzionale
Sintesi
Stiamo vivendo in un’era in cui una trasformazione profonda fermenta su tutto il pianeta su molti fronti: personale, collettivo, spirituale, sociale, scientifico. Ma emergono anche trasformazioni positive.
ciao, sono il papa’ di un minore disabile. vivo a manfredonia in provincia di foggia. nel mio paese non c’e’ una scuola adatti per ragazzi disabili. oltre a questo ci vorrebbe una scuola lavoro che dia una possibilita’ a queste persone di far parte di una societa’ che li esclude. una scuola che insegna ai ragazzi di lavorare nei bar, nei ristoranti, artigianato ecc.. a foggia c’e’ la scuola assori e vorrei che ci sia anche a manfredonia. ho molte idee e pochi soldi. stanziate soldi per questo progetto.
E’ necessaria una forte spinta alla riduzione dei rifiuti come quelli da imballaggio.
Ad esempio attraverso la diffusione capillare di centri di distribuzione detersivi alla spina che interfaccino imprenditoria ed amministrazione pubblica. Più compro alla spina, meno inquino e meno pago per i rifiuti che ho prodotto durante l’anno. Cittadino, ente pubblico e privato interconnessi in un vortice virtuoso.
non può esistere un paese democratico senza pronto soccorso, e invece è proprio quello che sta per accadere a Gravina dato che il nuovo ospedale specializzato della Murgia non è ancora stato completato e aperto al pubblico dopo 13 anni ormai e si vuol chiudere una struttura pubblica solo per soddisfare una banale legge economica… il mondo non è fatto di leggi economiche, il mondo è fatto di razionalità e di dignità… per questo mi affido alla razionalità del mio presidente regionale Vendola…
La fabbrica di Nichi del crotonese ha iniziatola produzione di idee, di iniziative , di lavoro per una Crotone e una Provincia dei diritti, del lavoro, della solidarietà ma soprattutto del futuro delle giovani generazioni Gli operai della nostra fabbrica con determinazione, professionalità, coraggio, hanno iniziato questo nuovo percorso facendosi portatori della bella politica di Nichi Vendola. Per rilanciare Crotone in una prospettiva di diritti, è fondamentale un welfare locale che deve essere inteso come uno degli strumenti strategici per la crescita della città, delle comunità grandi e piccole, in termini di qualità della vita, di benessere individuale e collettivo; è fondamentale un programma di lavoro che abbia come obiettivo quello di fare delle politiche sociali un motore per uno sviluppo socialmente sostenibile,politiche sociali in grado di promuovere nuova socialità, nuove opportunità per tutti i cittadini, giovani e anziani, donne e uomini, bambini, italiani e immigrati. Politiche di inclusione sociale e di lotta alla povertà, in grado di soddisfare i bisogni più urgenti e gravi delle fasce più deboli della popolazione. Politiche sociali che abbiano come obiettivo, centrale e prioritario la riqualificazione sociale e la ricostruzione del tessuto democratico delle periferie, la centralità della persona e il decoro del suo habitat. Quartieri a misura di uomo, bambini, giovani anziani, residenti e immigrati. La presenza di stranieri nella nostra città pone questioni che fino ad ora non sono state affrontate.. Una parte dell’opinione pubblica accetta gli immigrati purché lavorino da schiavi e siano invisibili negli spazi pubblici; accoglie cioè le braccia, ma non le persone.La fabbrica vuole ricordare che il welfare deve essere inteso come il principale investimento per far ripartire la crescita sociale ed economica della nostra comunità. L’isolamento culturale e materiale, vissuto da molte famiglie nel contesto cittadino e nelle periferie, risulta essere una tra le principali cause della disgregazione sociale .A questo si aggiungono i forti livelli di disoccupazione, il lavoro nero, la marginalità economica, la sottomissione all’indotto malavitoso, la precarietà abitativa, gli alti tassi di evasione-inadempienza dell’obbligo scolastico. Il Welfare per la cittadinanza e lo sviluppo diventa il principale strumento strategico per una crescita che abbia tra i suoi indicatori di riferimento il benessere, la qualità della vita, la promozione dell’accesso ai diritti. È necessario, oggi, mettere in moto un processo di partecipazione che coinvolga gli utenti, il terzo settore, gli operatori pubblici e del privato sociale, che esalti il ruolo delle municipalità con l’obiettivo di scrivere le regole di un nuovo contratto sociale, le strategie, i modelli educativi, gli strumenti d’inclusione e di contrasto alla povertà. che promuova e realizzi politiche ed interventi innovativi ed integrati a favore di tutti i cittadini coinvolgendo tutte le forze politiche e sociali che credono nella nuova progettualità sociale che crea anche nuovo lavoro e una nuova forma di economia sociale.
Diceva Truffaut: per fare un buon film servono 3 cose: una buona sceneggiatura, una buona sceneggiatura e ancora una buona sceneggiatura. Per far rinascere il sud Italia servono 3 cose: ricerca, ricerca e ancora ricerca. Non a caso moltissimi giovani laureati meridionali continuano a migrare verso luoghi in cui abbonda la ricerca pubblica – sopravvissuta ai tagli – e privata. Esportare cervelli è un ottimo affare solo per chi li importa. L’unico modo x risollevare il sud è investire in ricerca.
appoggio. Sarebbe bello creare delle commissioni di studio/proposta per ogni area al fine di migliorare la qualità di vita per oggi e domani. Io sono interessato per quel riguarda la I infanzia (sono un insegnante) e supporto fasce deboli (educatore professionale, gestisco casa famiglia)
Ciao, sono Valeria e approfitto di questo spazio sulla ricerca aperto da Elio per focalizzare a mio modo il tema della ricerca sociale:
1. La ricerca sociale pubblica, cioè non finanziata da privati e finalizzata a scopi commerciali ma orientata alla conoscenza delle reali condizionidi vita della popolazione può consentire una maggiore rispondenza tra lettura dei bisogni, individuazione delle risposte e risorse, programmazione delle politiche, riducendo gli spazi alle varie forme di individualismo;
2. Il raccordo tra i vari osservatori territoriali ed i progetti di ricerca diffusi nel privato sociale possono consentire l’aggiornamento costante sull’analisi delle nuove povertà e del modificarsi delle condizioni di vita, ma anche la diffusione di buone prassi e capacità progettuali per la condivisione non solo di “piani sociali” ma anche e soprattutto di prospettive di sviluppo condivise;
3. La promozione della ricerca-azione in quanto prassi sostenuta da analisi teorica, consente di intervenire su problematiche che si fanno evidenti in fase di ricerca sul campo, per allevieare pesi esistenziali che sono causa ed effetto di disfunzioni politiche più o meno macro.
Grazie dello spazio, sono disponibile per approfondimenti. Buon lavoro
Valeria
Ringrazio Mario e Valeria per i loro contributi. Vi invito a visitare il sito lavoce.info nella sezione Innovazione e ricerca dove il 27/1/2009 a firma Bonaccorsi/Calderini è apparso un illuminante articolo sulle criticità della spesa per ricerca nel sud italia soprattutto per quanto riguarda i criteri di selezione dei progetti.
Ancora grazie. Buon lavoro.
Elio
a dieci anni dall’inizio dal nuovo millennio, non posiamo permeterci ancora il lusso di stare ad osservare i cambiamenti:sociali, economici, climatici…che le politiche spaculative condotte da gente avida solo di potere e che il loro solo obbiettivo è l’arricchimento personale…..Necessita una nuova classe dirigente che non scenda a patti con nessuna clientela, agendo nell’esclusivo interesse pubblico.
E’ ovvio che tutto questo, in un paese democratico passi attraverso le elezioni…
questo è il giusto percorso però dobbiamo fare di tutto per poterlo affrontare con la giusta misura!!!!!sono ancora troppo radicati i vecchi metodi politici
L assunzione che in Italia si pagano piu tasse perché ci sono gli evasori è falsa.
In Italia si pagano piu tasse perché la criminalita organizzata e gli amministratori corrotti risucchiano gran parte delle tasse pagate.
Chi continua a prendersela con gli evasori perdera sempre le elezioni perché chi evade quantomeno lavora, invece di commettere reati.
…Vincenzo…se pur condivido che “la criminalità organizzata e gli amministratori corrotti risucchiano gran parte delle tasse pagate”, restano tuttavia le TASSE NON PAGATE da migliaia di cittadini italiani (sicuramente non i lavoratori dipendenti “forzatamente” pagatori di tutte le tasse previste fino all’ultimo centesimo…) quindi non mi sembra affatto che, come tu sostieni, non dovremmo continuare a prendercela con gli EVASORI (tra l’altro come se avessimo già iniziato a farlo… seriamente intendo) ANZI PER ME SI DOVREBBE METTERE IN CAMPO UN SISTEMA SEMPLICE, MA EFFICACE: AD OGNI CODICE FISCALE E/O NUMERO DI TESSERA SANITARIA (DAI 18 AI 65 ANNI) DEVE CORRISPONDERE UN RIFERIMENTO FISCALE DI VERSAMENTO DI TASSE PAGATE O DI EVENTUALE NON PAGAMENTO PER DISOCCUPAZIONE, BASSO REDDITO, STUDIO, ATTIVITA’DOMESTICA, PENSIONE ANTICIPATA, ECC… QUINDI NESSUNA PERSECUZIONE, MA UN GIUSTO SISTEMA DI CONTROLLO PER FAR DIVENTARE TUTTI PRECISI E REGOLARI NEL PAGAMENTO DELLE TASSE… E PERCHE’ UN TALE SISTEMA ONESTO ED INCLUSIVO DI PARTECIPAZIONE DOVREBBE FARCI PERDERE CONSENSO ELETTORALE?!! NATURALMENTE CON E FRA GLI ONESTI, CHE SONO QUELLI CHE DOVREBBERO VOTARCI!?!…
Infatti, nonostante tutto, ci sono molte più persone che le tasse le pagano e che vorrebbero che anche TUTTI GLI ALTRI LE PAGASSERO, SOPRATTUTTO COLORO CHE HANNO UN ALTO REDDITO DA LAVORO INDIPENDENTE E CHE ATTUALMENTE POSSONO TRANQUILLAMENTE EVADERLE… Sappi che per me anche se lavorano (d’altronde anche la criminalità lavora, per così dire) se poi non pagano le tasse, sono “fuori-legge” anche se solo fiscalmente, in questo esattamente come gli altri “criminali”… Ti ricordo infine che in America riuscirono a dare un duro colpo alla mafia, proprio perseguendo ed incanstrando i mafiosi per motivi fiscali… Quindi potremmo farlo anche noi e con una “fava” (il controllo fiscale) si prenderebbero due “piccioni”(delinquenti-evasori e/o disonesti-evasori)!!!
Sono sicura che siccome tu, come me, le tasse le pagherai senz’altro vorresti che le pagassero tutti e quindi spero di averti “fiscalmente” convinto!
Luisa Catanuto- “Sinistra Ecologia Libertà con Vendola”
Grazie Luisa per il tuo commento.
Tuttavia direi che dopo vari decenni a me appare abbastanza chiaro che un programma e una campagna elettorale incentrati sulla lotta all’evasione come quelli della sinistra sono controproducenti, perche’ sono percepiti come penalizzanti nei confronti di una fetta enorme di popolazione italiana (quella che vota a destra) e la compatta su posizioni opposte (direi che ormai e’ storia italiana…). La criminalizzazione degli evasori fiscali e’ ridicola perche’ signfica criminalizzare almeno un terzo degli italiani. Spero che voi non farete questo errore.
Al contrario, incentrare un programma ed una campagna elettorale sulla lotta alla criminalita’ organizzata e alla corruzione come metodo per ridurre la spesa pubblica e quindi ridurre la pressione fiscale sarebbe percepito come un programma favorevole da tutti i cittadini.
La novita’ sta nel collegare direttamente lotta alle mafie e riduzione della pressione fiscale, che e’ un passaggio che non ho mai sentito sino ad ora e non capisco perche’.
Da ultimo, sono abbastanza preoccupato quando leggo che secondo te la criminalita’ organizzata lavora. Vuol dire che non condividiamo la stessa concezione del lavoro: la mia defiizione non prevede sfruttamento di esseri umani, non infrange la legge, contribuisce all’avanzamento della societa’ civile e nobilita chi lo compie. Quindi chi delinque non lavora.
ciao
N.B.: sono un dipendente pubblico che paga tutte le tasse…
tralasciando i concetti morali, sono convinto che sia effettivamente più dannoso all’economia nazionale lo sperpero delle risorse raccolte con la tassazione che l’evasione in se stessa. Non dimentichiamo che la pressione fiscali pesa soprattutto sulle piccole imprese, costrette a cercare risparmi non sempre “corretti” proprio per non affogare. Il sistema di prelievo fiscale non pò e non deve considerare spremibile il lavoratore dipendente, né evasore l’imprenditore. Un’idea potrebbe essere la possibilità di defalcare effettivamente dal reddito tassabile ogni ricevuta fiscale: tutti potrebbero pretendere la ricevuta del medico, del geometra, del muratore, dell’ortolano e così via. Il reddito netto risultante potrebbe venire tassato in maniera pesante senza “pesare” sul bilancio familiare.
L’Italia è a un bivio o la via dell’accordo di Pomigliano o costruisce una Economia fondata sulla Conoscenza. O compressione dei diritti e arretramento delle condizioni materiali dei lavoratori o la via dell’art. 41 della Cost.. Non c’è Innovazione, senza Ricerca Pubblica di Base e questa esige un recupero degli investimenti pubblici, valorizzando i risultati della Ricerca. Abbiamo bisogno di una riforma dell’art. 65 del C.P.I. e di politiche di TT come quelle della Puglia Migliore.
Giusto, innovazione e tutela dei diritti sono gli elementi necessari per garantire alla nostrà società una evoluzione equa e solidale, quindi un paese con maggiore giustizia sociale!Bravo, compagno Giuseppe!
Concordo! Non c’è innovazione senza ricerca pubblica, sono necessari investimenti… e aggiungerei: bisogna dare fiducia ai giovani e fare in modo che tali investimenti siano ben direzionati, finalizzati non ad una vacua pubblicazione (utile solo a chi pubblica) ma ad una proficua collaborazione con il mondo dell’impresa!
Ci sono porti talmente grandi che, anche se sei all’approdo, non te ne rendi conto e credi ci sia ancora mare da navigare e rotte da scegliere.
Quella dell’accordo di Pomigliano, purtroppo, non è una via, ma il capolinea di un viaggio scellerato: non c’è più alcuna rotta da scegliere, si può fare solo indietro tutta e ammettere che la scellerata conduzione dell’economia, da parte delle istituzioni e dell’imprenditoria nazionale, ha svuotato di ogni significato la locuzione “made in italy”, una volta sintesi di intelligenze e creatività senza pari nel mondo.
E’ ovvio che se i governi continueranno a ritenere che la ricerca sia il passatempo preferito dei cervelloni che non hanno un lavoro serio, quello di Pomigliano sarà solo il primo di un’infinita serie di ormeggi cui approderanno, prima o poi, tutte le principali aziende italiane.
Senza ricerca (quella seria e non quella che si scrive sulla carta igienica solo per assorbire fondi europei) non esiste innovazione… e senza innovazione, tanto vale – vagli a dare torto – produrre in Polonia, in Cina, sulla Luna, basta che costi di meno.
O ci aspettiamo che la FIAT e tutto il sistema industriale italiano si impegnino ad offrire solidarietà ai lavoratori e ci chiedano il 5 per 1000 in qualità di organizzazioni di beneficenza senza scopo di lucro?
La strada è in salita e non possiamo attendere l’aiuto della forza di gravità, tanto paga Pantalone… qui siamo senza pantaloni, quindi, compagni cari, spalle al muro e… INDIETRO TUTTA!!!
Indietro dove? Al finanziamento della ricerca vera, alla tutela di chi spende per essa la propria intelligenza, alla facilitazione del trasferimento tecnologico, alle agevolazioni per chi lo recepisce.
Così i lavoratori d’Italia non avranno più bisogno della pietà che arde le fiaccole e ne guadagneranno, oltre che in diritti, anche in dignità!
A livello regionale, in Basilicata, le risposte delle istituzioni locali sono scarse e questo è dovuto ad una scarsa considerazione del fenomeno dell’immigrazione, ad una carenza nella politica sulla immigrazione, alla assenza di strutture periferiche sui territori fino alla mancanza di una organizzazione sociale dei migranti stanziali. Esistono poche associazioni ed attività sociali, culturali e formativi rivolti ai migranti e non ben collegate fra loro.
La costruzione di un organismo che vada dapprima a studiare il problema, nei suoi numeri, nei suoi aspetti sociali e poi a programmare, insieme alle istituzioni e agli organismi competenti, una reale accoglienza e soprattutto integrazione dei migranti, stanziali o stagionali che siano, riteniamo essere di primaria importanza. Affiancando dei servizi specifici per i migranti, con la creazione di sportelli informativi, assistenza sindacale ai lavoratori stranieri informandoli su quelli che sono i loro diritti e dando loro assistenza in materia di lavoro, creare un circuito di avvocati che diano assistenza legale a partire dalle questioni burocratiche per il permesso di soggiorno e che seguano anche chi ha il diritto di vedersi riconosciuto lo status di rifugiato politico.
Inoltre riteniamo molto importante anche l’aspetto socio- culturale, come l’integrazione sociale e l’accoglienza, che può avvenire attraverso l’organizzazione di eventi e incontri nei quali i migranti saranno i primi attori sia nella scelta delle tematiche che nella organizzazione degli stessi, fino ad arrivare a studiare gli aspetti della scolarizzazione dei migranti e soprattutto dei loro figli spesso nati in Italia.
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L’intervento si focalizza sulla vertenza sindacale relativa allo stabilimento automobilistico FIAT “Giambattista Vico” di Pomigliano d’Arco (NA). Si presentano i principali aspetti critici dell’accordo separato che hanno portato alla divisione delle organizzazioni sindacali e si propongono alcune tesi interpretative della vertenza in relazione al peggioramento delle condizioni del lavoro operaio, alla ridefinizione delle relazioni industriali e alla riforma dell’assetto contrattuale.
credo che potrebbe essere uno degli attuali argomenti da trattare al fabbricamp, dei problemi dei lavoratori e delle condizioni che a volte sono costretti ad accettare i lavoratori!!!RESISTERE RESISTERE RESISTERE PIENO SOSTEGNO AI LAVORATORI DI POMIGLIANO E A TUTTI I LAVORATORI CHE AD OGGI SI TROVANO IN SERIE DIFFICOLTA’
Ritengo estremamente interessante il tuo contributo. Nel mio contributo “Costruire una Economia fondata sulla Conoscenza : lo strumento del Trasferimento Tecnologico” evidenzio che l’Italia (come del resto la parte più avanzata dell’Europa) è ad un bivio o competere sul costo del lavoro ed è la strada indicata dall’accordo di Pomigliano o la competizione fondata sulla conoscenza. Sbaglia chi nel PD o nel mio sindacato, la CGIL pensa che si tratti solo di una vertenza locale. La Fiat, l’attuale Presidente di Confindustria e gran parte della maggioranza che sostiene il Governo Nazionale vogliono ridefinire in senso autoritario le relazioni industriali, mettendo in soffitta lo Statuto dei Lavoratori e di fatto abrogando gli artt.39, 40 e 41 della Costituzione e avvicinando a Polonia e Romania piuttosto che alla Germania. E’ un problema che ha una dimensione europea : i paesi avanzati del Continente si trovano di fronte alla stessa alternativa, è in gioco il c.d. modello europeo e l’economia fondata sulla conoscenza prevista dalla Strategia di Lisbona è ancora ampiamente sulla carta.
In Italia, l’attacco ai diritti e alle condizioni materiali si accompagna alla distruzione dell’università pubblica : i tagli previsti dalla legge n. 133/2008 (190 ml nel 2010 via crescendo fino a 455 ml nel 2013) porteranno il sistema al collasso, lo dice anche la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. In definitiva, la salvaguardia e la riforma del ns. modello sociale passsa anche dalla valorizzazione delle notevoli competenze e infrastrutture della ricerca pubblica italiana. Anche nella maggioranza di governo e in settori di Confindustria c’è chi ritene che la strada sia quella della economia fondata sulla conoscenza.
Proporrei un intervento sul ruolo che hanno e che potrebbero avere i nuovi media nella politica ma anche nel sociale. Partendo dall’esempio del portale di bollenti spiriti per giungere ad esempi di nuovi media presenti sul territorio pugliese
ovvero LA SEMIOTICA DELL’INGANNO SPIEGATA A MIA FIGLIA
proprio questo è il punto, cercare attraverso i nuovi media ancora non controllato dal potere di far arrivare la voce della nuova politica e delle speranze che un intero paese ha e nutre nei confronti di un nuovo modo di fare politica. Sono più di 15 anni che i media ci comandano, mentre dovremmo essere noi a “comandarli”.
Il progetto elaborato: Puglia Tipica (alta qualità). Mette insieme filiera agroalimentare (orto – banco di vendita, prodotto primo – trasformato), sistema delle rinnovabili e ricerca scientifica. Puglia Tipica si fonda su Lotta Integrata in agricoltura, obbligo fonti rinnovabili (eolico-fotovolt-idrogeno) per le aziende di filiera, marchio di qualità “Puglia Tipica”, sostenuto dalle politiche regionali, per i prodotti pugliesi (es. carciofo ecc.) che finiscono sullo scaffale in tutto il mondo.
La Puglia è una regione a vocazione agronomica, oltre che turistica. Innovare il sistema impresa della filiera agroalimentare tenendo conto della Lotta Integrata, sarebbe un grande vanto non solo per la Puglia ma per l’Italia intera.
Ho pensato non solo alla filiera agroalimentare ma a tutto l’indotto che si metterebbe in azione. Basta pensare ai rapporti con il sistema delle rinnovabili, al ruola delle banche, alle aziende di trasformazione, al prodotto collocato sugli scaffali di tutto il mondo. Come ad esempio l’olio di oliva e le olive, il vino e l’uva, il grano e la pasta, le orecchiette, i taralli, i pomodori, come il regina, e i pomodori pelati. E tanto altro ancora. E poi il discorso della Lotta integrata. Il contributo della ricerca scientifica per rilanciare e innovare il comparto agricolo oggi in seria crisi a causa dell’uso indiscriminato di pesticidi e fitofarmaci.
Beh, se saràil caso avremo modo di approfondire tutto in sede di Fabbrica. Il marchio Puglia Tipica può far saltare la Puglia alla ribalta mondiale.
Quando sento parlare imprese e ricerca scientifica mi preoccupo. Le imprese hanno beneficiato fin troppo del sostegno dello stato, mentre la ricerca scientifica è stata sfruttata e piegata alle logiche del mercato. Oggi la ricerca scientifica è moribonda. Quello che serve davvero è il rilancio della ricerca di base.
Sicuramente si tratta una questione da approfondire. Posso solo dire che un buon imprenditore non ha bisogno di contributi a fondo perduto (provengo da una famiglia di piccoli imprenditori), ma di misure necessarie a dare sviluppo all’impresa. E ciò è valido per un agricoltore, per un trasformatore di prodotti, per un artigiano e per un commerciante. Oggi l’impresa ha bisogno di accedere al credito con più facilità e convenienza, senza essere strozzate. Questo mio progetto pensa a misure messe in campo con l’ausilio e il coordinamento delle istituzioni.
Trovo molto interessante la sollecitazione. In effetti è una cosa che ha una validità per tutto il territorio nazionale, valorizzando volta per volta le diverse specifiche territoriale e i diversi Sistemi Produttivi Locali (SPL), siano essi relativi al settore industriale, agricolo, turistico, o un misto di questi. Quello che conta è che possano venire valorizzati due elementi, tra loro strettamente integrati, il rapporto dei produttori con il territorio e le collettività locali, e la qualità complessiva del prodotto (o servizio). Infatti la centralità del territorio, già elemento caratteristico di molte esperienza positive del territorio italiano, può di nuovo rappresentare una delle carte vincenti per il futuro. Un rinnovato modello di sviluppo, che non abbandona il territorio, ma riparte proprio da esso, valorizzando la ricchezza del tessuto economico-sociale presenti in esso, spingendo verso una maggiore qualità dei prodotti (qualità complessiva: ambientale sociale ed economica).
Lavorando su questi temi al Ministero dell’ambiente ho provato ha costruire qualcosa in questo senso, ottenendo anche alcuni risultati significativi, ma è sempre mancato una spinta politica almeno a livello regionale, se non nazionale) capace di disegnare un orizzonte di lavoro complessivo.
In questo senso sarebbe particolarmente utile se da una regione dinamica come la Puglia, con un governatore come Vendola, venisse un messaggio forte in questo senso. I risultati sarebbero sicuramente interessanti. Credo che si potrebbe riuscire, non solo a difendere quelle realtà produttive dove è stata forte la capacità di stare sul mercato, ma dove la debolezza causata dalle piccole dimensioni delle aziende e dalla carenza di risorse investite sta provocando seri problemi, ma a creare dei veri punti di forza settoriali, capaci di valorizzare le peculiarità territoriali, e i prodotti locali (alimentari e non) frutto di una tradizione produttiva, di un bagaglio di conoscenze tacite e di un “saper fare” saldamente legate al territorio.
Sono interessato agli sviluppi di queste proposte e, naturalmente, sono disponibile a trasferire tutti i materiali e le esperienza frutto del lavoro di questi anni. Fatemi sapere.
Grazie Riccardo, hai anticipato tutta una serie di considerazioni e punti che ho tenuto riservati per ovvi motivi. Ho in mente questo progetto da più di 10 anni e col passare del tempo è andato sempre più definendosi. Purtroppo, fino ad ora, la politica (SEL compresa, ahimè!) è avvitata su se stessa tanto da non rendersi conto che ci vogliono progetti concreti, immediati, semplici, per rimettere in moto una economia innovativa e sostenibile. Spero di incontrarti a Bari. Intanto ti lascio il mio cell. 3358198522.
Caro Giuseppe, putroppo non potro venire a Bari, ti lascio il mio cellulare e la email :
3384716578 – ricc.rif@libero.it o rifici.riccardo@minambiente.it
arrivederci
compagni, ma perché alla sezione movimenti ci sono solamente gli ex-disobbedienti e per di più quasi nessuno dalla puglia? misteri dell’italietta…
ciao “fantomas” (sarebbe meglio firmarsi, almeno indicando una email vera).
Chiunque sia presente in questo programma si è semplicemente iscritto al FabbriCamp. E chi non è presente, pugliese o non pugliese, movimento o non movimento, non si è iscritto. Tutto qui. Che c’entra l’italietta? boh.